Pioggia di personali a Magenta, su tutti il 33'39" di LUCA

sabato 3 ottobre 2015

LO YOGA DELLA CARDATLETICA: il programma di Ottobre

E' iniziato il corso di Yoga della Cardatletica, presso la Scuola Media di via Carreggia, ogni lunedì dalle 18,30 alle 20,00. E' possibile una lezione di prova gratuita!

Nel mese di Ottobre ho scelto di focalizzare la pratica su sistemi e funzioni interne del nostro corpo, essenziali per la nostra vita e importanti per la corsa

La pratica del Kundalini Yoga è strutturata secondo i "Krya", cioè sequenze di  posizioni esercizi prestabiliti che, oltre a dare elasticità alla colonna vertebrale e a riequilibrare, vanno a toccare parti specifiche del corpo, per riequilibrarle, disintossicarle e riattivarle. Ciò è possibile grazie alle posizioni del corpo che si assumono durante la pratica e alle tecniche respiratorie associate

Questo il programma delle prossime quattro settimane:

  • Lunedì  5 ottobre: Krya per il Fegato
  • Lunedì 12 ottobre: Krya per i polmoni
  • Lunedi 19 ottobre: Krya per i reni
  • Lunedì 26 ottobre: Krya per il cuore
Vi aspettiamo!!!!

martedì 15 settembre 2015

Il corso di Yoga della Cardatletica!

All'inizio di settembre 2014 pubblicavo il primo post del Cardayoga. Dopo un anno, sono veramente felice che adesso ci sia la possibilità di praticare insieme!

A partire dal  21 settembre, 
la Cardatletica organizza il corso di yoga, 
tutti i lunedi dalle 18,30 alle 20.00.


Il corso si terrà a Cardano al Campo, nella palestra della scuola media di Via Correggia.

Sarà possibile fare le due lezioni di settembre gratuitamente.

Insieme praticheremo Kundalini Yoga.   Esistono diverse forme di yoga, dove ognuna mette l'accento su un aspetto particolare, praticandone anche un solo aspetto.

Il Kundalini Yoga segue gli insegnamenti di Yogi Bhajan, un maestro che negli anni 60 si è dato la missione di portare in Occidente un tipo di yoga particolarmente adatto alla nostra complessa epoca.  Le lezioni sono basate su sequenze prestabilite di posizioni ed esercizi  e  sono mirate ad aspetti specifici. Ad esempio, vi sono sequenze per la schiena, per la disintossicazione del fegato, per l'ansia. 

Durante la pratica, si vieni guidati il movimento, legando al respiro, alla posizione degli occhi e delle mani, al suono del mantra. Questo consente equilibrio, benessere e connessione con sé stessi. Il Kundalini Yoga è, infatti, lo yoga della consapevolezza, consente di  iniziare a incidere su barriere interne che spesso sono il vero «avversario» da battere, nella corsa come nella vita.

Yoga e corsa sono sempre più accostati. Forse perchè dietro un PB c'è un lavoro fatto su di se, per superare (oppure per accettare) limiti e barriere. Yoga significa unione di corpo e anima, ma anche di singolo con l'infinito. E per ogni traguardo raggiunto, c'è la sensazione di toccare un pezzetto di cielo.

Vi ricordo anche che sabato 19 alle 9.00 e alle 11.00 ci saranno due lezioni gratuite, in occasione della consegna dei pettorali per la Cardacrucca, a Tornavento di Lonate Pozzolo.


Per la pratica potete portare un vostro tappetino (la Cardatletica può mettere i suoi a disposizione), Soprattutto, una coperta per il rilassamento e un piccolo cuscino per star seduti comodi in terra. Per informazioni potete scrivermi su Facebook oppure alla mail libel.cardatletica@gmail.com

Vi aspetto, Sat Nam!


martedì 18 agosto 2015

Due Cardatleti alla Capanna Margherita

La Capanna Margherita è il rifugio più alto d'Europa, posto sulla quarta vetta del Monte Rosa, la Punta Gnifetti, a 4559 m di quota. Esserci arrivati è stata un'emozione talmente forte da quasi renderne difficile il racconto.

In realtà, il primo giorno in quota ci siamo scontrati con un muro che avevamo creato noi stessi, senza rendercene conto. Andati letto tardi e  svegliati prestissimo,  in poche ore siamo passati dai 216 m di quota di Castellanza ai 4000 m del ghiacciaio del Lys sul Monte Rosa, il tutto con il poco allenamento fisico di quest'anno. E' stata una debacle, e dopo le prove di cordata e ramponi, stanchi sfiniti, la nostra guida ci ha dato lo stop alla vetta del giorno, la Piramide Vincent. Sconfitti e demoralizzati, abbiamo girato il verso della cordata e siamo scesi al Rifugio Mantova, 3500 m di quota.

Ancora una volta senza rendercene conto, abbiamo creato il successo del giorno dopo. La nostra guida alpina, Gabriele Ghisafi della Società delle Guide di Gressoney, campione di gare di sci alpinismo e sci di fondo (e maratona in 2h e 29) ha deciso per noi. Ci ha visto scendere sconsolati ma col passo speditissimo (e che ce vo', è discesa!!). Poi, dopo aver scoperto le nostre esperienze di maratona e montagna, ha fissato la sveglia per le 4 del giorno dopo, aggiungendo che l'ultimo tratto verso la Capanna si fa con la testa e che quella c'era (due Cardatleti, scusate se è poco!).

Sveglia prima dell'alba, colazione in un rifugio con 120 ospiti attivi e impazienti. Cordata, ramponi, frontale e cielo stellato, con un mini spicchio di Luna. Uno scenario mozzafiato che non dimenticheremo mai.

La nostra guida si mette a "passo Margherita", lento ma regolare e continuo, e noi dietro. La giornata è già decisa. Sorge il sole, siamo in tanti, piccole formichine in fila nelle tracce, con i ghiacciai che sembrano dune altissime e imponenti. Non facciamo quasi nessuna pausa, andiamo avanti.
L'altitudine sembra non esistere per noi e poi... appare la Capanna aggrappata sul costone, il nostro traguardo. E come ben sa chi corre, vedere il traguardo è come essere attirati da una calamita,  le gambe lasciano il posto alla voglia di arrivare il primo possibile. Passa la fatica, c'è solo la Capanna. Andiamo avanti sulle ultime diagonali di salita ripida, concludiamo i 1000 m di dislivello e a 4,34 h della partenza mettiamo il piede sulla terrazza di legno.

Sotto di noi, ci appaiono nuvole e poi la Val Sesia di Alagna, la valle Anzasca di Macugnaga, il Cervino, le altre vette del Rosa. Un panorama irreale e indescrivibile. Ci siamo meritati una bella merenda, pizza margherita per Daniele e tris di torte con frutta per me: alla Margherita la cuoca non scherza e premia gli ospiti con menù speciali.

Foto d'obbligo con le maglie Cardatletica e Cardacrucca e  poi quasi di corsa il rientro, in 2h e 20.

La Capanna Margherita era un obiettivo di tutti e due, da prima di conoscerci. Adesso... vogliamo solo tornarci!

lunedì 17 agosto 2015

Il secondo Chakra: la nostra energia creativa

Riprendo l'argomento dei Chakra, i centri d'energia presenti nel nostro corpo secondo l'anatomia sottile orientale.

E' il turno del secondo chakra, collocato nella zona degli organi genitali. Potrebbe sembrare un centro d'energia a luci rosse, ma questo colore è già stato presidiato dal primo chakra, e qui siamo sul colore arancione!

I riferimenti ai colori non sono casuali, e possono essere usati per stimolare aspetti di sé. Per cui, allenarsi indossando dell'arancione vuol dire stimolare il secondo chakra, che si chiama

SVADISTHANA

Significa dolcezza, e in genere viene associarlo al sesso per la zona fisica dove è collocato. In questa sede, vi suggerisco una visione più ampia: desiderio e passione nel senso di creatività ed energia per fare e realizzare progetti.

Mi piace pensarlo come il chakra dell'entusiasmo, quello che ci fa iscrivere a una gara senza pensare se avremo le gambe per correrla, oppure decidere di svegliarci alle 4,30 di domenica per un allenamento con gli amici. E, infatti, correre all'aria aperta, nuotare in acque libere, muoversi in un bosco implica attivare il secondo chakra per connettersi con la natura. Riguarda sentimenti ed emozioni quindi, aspetti che in noi sono poco governabili e controllabili.

Non a caso, l'elemento acqua domina Svadhistana, Questo fa pensare al chakra ben attivato, nella metafora del liquido capace di arrivare ovunque e di essere perseverante verso un obiettivo, come la goccia che,  cadendo, buca la roccia.  Ma anche al secondo chakra debole, come l'acqua che ristagna e imputridisce.

Conseguentemente,  governa anche il funzionamento dei reni,  dove eliminiamo la nostra acqua.

Questo secondo chakra ci vede in relazione, ci fa essere animali sociali,  curiosi degli altri. Anche se l'emozione che vi domina fa si che tutto sia un po' scolpito secondo le nostre idee e il nostro punto di vista. E, a  proposito di relazioni, è il chakra legato al senso del gusto, quindi il piacere di mangiare e di condividere cibi con gli altri.

Questo chakra regola la sessualità, la riproduzione, dandogli il taglio del Tantra, dove queste sono "attività" finalizzate all'elevazione spirituali e alla vitalità,  non a semplice "fitness" da letto.

In sintesi, un chakra cui dedicare attenzione per quanto puo' portare vitalità ed equilibrio alla  nostra vita e permetterci di avere sempre una mentalità entusiasta e pronta alle novità, come si addice agli sportivi. 

Conclusi i 7 chakra, presenterò degli esercizi per  lavorarci con il Kundalini Yoga. Per adesso vi lascio alle vostre riflessioni, Sat Nam!



venerdì 26 giugno 2015

21 giugno 2015: i record del primo International Yoga Day!

 Il 21 giugno scorso è stato celebrato il primo International Yoga Day, istituito dall'ONU nel dicembre 2015. La scelta del giorno più lungo dell'anno non è stata casuale, anzi ha voluto evidenziare la luce della pratica yogica nel corpo, nella mente e nello spirito.

I festeggiamenti sono stati un po' ovunque nel mondo, accomunati dall'avere dato a tantissime persone la possibilità di fare yoga e meditare in luoghi importanti e unici, come la Piazza del Campidoglio di Roma. Il significato del giorno dello Yoga è, soprattutto. quello di avvicinare alla pratica e diffonderla.


La vittoria per l'evento più spettacolare è stata data ai padroni di casa, nel senso che la lezione tenuta in India, a Nuova Delhi, è entrata nel Guiness dei Primati. Ha accolto 35.985 partecipanti, provenienti da 84 diverse nazioni. La pratica ha compreso 21 asana, occupando l'intero Rajpath, il viale che collega il palazzo del presidente con l'India Gate (un arco ispirato a quello di Costantino, dedicato ai soldati indiani morti in guerra) L'effetto della foto è impressionante e, non a caso, in quest'occasione, il viale è stato soprannominato «yogipath» 

Tra i partecipanti alla lezione c'è stato anche il Primo Ministro Narenda Modi, grande fautore della diffusione dello yoga, al punto che ha istituito in India un ministero che si occupa di Medicina Ayurveda, Naturopatia, Omeopatia e Yoga. 

Quindi, se volete provare l'ebrezza di vivere la lezione dei record, ecco il link alla registrazione con tutte le spiegazioni delle asana. E se considerate che erano stati allestiti due mila schermi per seguire la lezione, potete veramente sentirvi parte della lezione, magari proprio accanto al Primo Ministro Indiano!.

martedì 16 giugno 2015

Alessandro Mastri: la nostra attivissima new entry!

Allora, Alessandro, neocardatleta  ma già tante gare corse con la nostra canotta. Vogliamo conoscerti meglio, ci racconti la tua storia di runner?
Corro da poco. O meglio, ho ri-iniziato a correre dopo 27 anni di STOP.
Io sono nato a Cardano e correvo in una società di Cardano al Campo che esisteva appunto oltre 25 anni fa, si  chiamava "ATLETICA CARDANO". Nata come la Cardatletica per i giovani. Dovrei ancora avere la tuta e la canottiera sociale in giro da qualche parte. Ricordo che ho fatto le categorie ragazzi e cadetti, poi quando sono passato alla categoria allievi, ho fatto il passaggio  obbligato alla Gallaratese alla pista delle Azalee, in quanto loro non gestivano la
categoria allievi. Non so come mai, ma qualche anno dopo la società si è sciolta. Io nel frattempo, nella Gallaratese venivo indirizzato a fare i 400H dall'allenatore, che  era il Cappelletti e dovrebbe allenare ancora, mi pare (ai tempi era anche professore  all'ITIS di Gallarate). Forse per esigenze di squadra, non so. Ma quel cambiamento, unito all'età in cui pensi alle ragazzine, mi ha fatto smettere e ho abbandonato l'atletica leggera, anche se ho ancora le chiodate, però..

E questo ri-inizio di corsa?
 

Dopo oltre 25 anni di stop e 25 Kg di sovrappeso, ho deciso di tornare a correre, tentando  dapprima con un tapis roulant in casa, ma senza trovare la passione, e poi mi sono convinto a correre all'aria aperta. Ricordo ancora la prima uscita,  6 km terribili e lunghissimi sulla ciclabile vicino a casa tra Cardano e il cimitero di Samarate, mentre pioveva. Tornato a casa, ho avuto quella sensazione mista di fatica e piacere, con la testa che si libera dai cattivi pensieri e dalle cattive abitudini, sensazione che non ricordavo più. E da li è ri-iniziato tutto.
Purtroppo a dicembre 2014, ho subito un incidente in auto che mi ha causato la rottura dello sterno e ho dovuto smettere due mesi, perdendo la poca forma che mi ero riconquistato.
Sono ripartito a Febbraio 2015 con gli allenamenti. Intanto si è aggregata a me anche mia moglie. Una volta alla settimana viene a correre con me. Abbiamo due lavori molto diversi, io lavoro in una azienda come impiegato, mentre lei lavora in negozio e ha tutte le domeniche impegnate. Così, almeno correndo insieme, trascorriamo qualche momento insieme.
Quest'anno mi sono iscritto al Piede d'oro, e vorrei riuscire a fare almeno 20 gare a fine anno, per avere il riconoscimento, così come al Circuito criterium, che con 7 gare avrò il riconoscimento finale. Mi sono anche iscritto al Giro del varesotto per lo stesso motivo e
 ho preso il mio gadget di "finisher" maglietta e medaglia. Ho finito con la media di 4.37 e sono contento di non essere arrivato ultimo.


E in questa nuova vita da runner, come mai Cardatletica?
Come mai la Cardatletica? E' stato per caso! Nel senso che avevo intenzione di iscrivermi in una società e di fare il certificato medico agonistico per poter correre le gare in modo "agonistico" e non amatoriale. Non per chissà quali ambizioni, ma più semplicemente per poter avere un gadget ricordo dela corsa.
Infatti ai primi di novembre 2014 mi iscrivo alla maratonina di Busto, o meglio alla 10km, perchè la maratonina è solo per i tesserati con certificato medico agonistcio. Ma io volevo avere la maglietta della corsa, e quindi ho deciso di trovarmi una società nella quale iscrivermi; ma per quella corsa era ormai troppo tardi.
A Novembre 2014 faccio la mia seconda gara che si correva appunto a Cardano, era il 2°

Memorial Laura Prati, e li noto una persona, non ricordo chi fosse, che indossava la
maglietta della Cardatletica.

CARDATLETICA??? Penso io...  ecco la soluzione. Cerco su internet, e trovo la sede a 50 metri da casa mia...contatto quindi subito il presidente (l'ENEA) e trovo una persona gentile e modesta come poche, ma con quella scintilla accesa negli occhi. Il che mi ha fatto subito una buonissima impressione. Faccio una piccola ricerca, e trovo che quella persona quasi timida, è stato  campione italiano piu e piu volte. Ho visto il video della sua vittoria sugli 800m nel 2013, e lo ho guardato e riguardato parecchie volte, riuscendo ad emozionarmi io per lui. Questo è stato il motivo della scelta. Trovare persone abili e brave, ma che non se la menano per il  fatto di essere brave, e invece sono a disposizione per consigliarti e migliorarti.  Io so di essere un tipo solitario, e a volte do l'impressione di essere antipatico a chi non mi conosce, ma è solo perchè tendo a tenere dentro le emozioni, e a non aprirmi se non dopo avere capito bene chi ho di fronte.

E quindi, che progetti hai?
I progetti per quest'anno sono di concludere le 20 gare almeno nel piede d'oro, le 7 gare
almeno nel circuito criterium, e la maratonina di Busto che mi ha fatto ripartire a correre l'anno scorso (è anche gara sociale quest'anno).


Una curiosità: Sei tesserato da quest'anno, ma quante gare hai fatto?
Sono tesserato da gennaio ho fatto 26 gare ad oggi. Le ho contate giusto ieri sera che ho messo a posto i volantini e pettorali che sto tenendo da parte

Ma sono tantissime, complimenti!!! E per il futuro a cosa punti?
 Nel 2016 fare qualche mezza maratona, e nel 2017 tentare la  maratona. Non so ancora quale.
Ricordo solo che una volta ho letto che la maratona inizia quando inizi a pensare di farla. Prima però ho bisogno, di migliorare in tutti gli aspetti della mia corsa. perdere chili di
sovrappeso, migliorare la tecnica di corsa, aumentare resistenza alla fatica, potenziare le
gambe.

Poca roba, no? un po alla volta... con la cardatletica, ce la farò...

mercoledì 3 giugno 2015

12x1 ora: Intervista a Peter Agnefjall

Innanzitutto, grazie! Siamo veramente felici che, a poche ore dell'evento, abbiamo la possibilità di
parlare con Lei e soprattutto di scoprire quello che ci aspetta! Grazie ancora, Presidente!
I'm sorry, stiamo attenti a usare la parola Presidente che soprattutto oggi, e soprattutto su questo blog, di Presidente ce n'è uno ed è Mr Zampini.  E poi lasciamo stare, noi scandinavi siamo informali e quindi.. non sono venuto qui per parlare di titoli onorifici ma di prospettive future.

Benissimo, allora, le lascio completamente la parola! Come e quando è nato il progetto Cardatletica?
Le confesserò, non da pochissimo. Abbiamo subito tenuto d'occhio questa squadra perché sapevamo che avrebbe rappresentato una grossa sfida, e quindi volevamo essere noi i protagonisti e, anche nel nostro caso, i vincitori!


Ma è possibile avere dei dettagli?
In breve: in qualità di Amministratore Delegato IKEA, abbiamo chiaro il problema: una squadra che nasce e cresce in fretta, e quindi una grande quantità di trofei che devono avere la giusta collocazione. 
Le spiego: puntiamo a ideare un concept di scaffale che sia in grado di descrivere nel tempo i successi della squadra.
In poche parole: adesso c'è il Trofeo Peppino Castiglioni che resterà alla squadra date le due vittorie consecutive:va valorizzato e messo in risalto. Al tempo stesso, è chiaro che ve ne saranno altri di equivalente importanza, quindi non basta piazzarlo in evidenza. 
E quindi: serve uno scaffale che sia a sé ma che, al tempo stesso, sia anche parte di un modulo che sia in grado di raccontare la storia della squadra.  Un po' come il lettino che cresce con il bambino, un nostro cavallo di battaglia. Stiamo quindi pensando a un mobile a mensole che cresca con la squadra! Devo parlare con la vice presidente Mrs Visentini, perchè contatteremo lei per trattare nei dettagli. 

Grazie presidente, non le faccio perdere altro tempo. Per concludere, può riassumere in una frase l'obiettivo di Ikea per Cardatletica?
Abbiamo già attivato i migliori creativi perchè volevamo un claim che fosse impattante. E posso dirvi con orgoglio che noi potremo "Assemblare  il futuro di Cardatletica"!
Complimenti ancora ragazzi!


giovedì 28 maggio 2015

Il primo Chakra: le nostre radici (e i nostri piedi...)

Ma com'è fatto un chakra? Andiamo per ordine, e quindi partiamo dal primo!  Sono sette centri di energia dinamica collocati lungo la spina dorsale, e hanno ognuno un "ruolo specifico", andando così a incidere su emozioni, comportamenti, aspetti fisici. E' interessante la corrispondenza che hanno con il sistema endocrino, e infatti ognuno di loro corrisponde a una ghiandola o a un plesso dei nervi.
MULADARA
Il suo nome in sanscrito significa "radice", ed è collocato alla base della spina dorsale.  E' di colore rosso. Dal punto di vista simbolico, rappresenta il radicamento, il contatto con la  nostra vita quotidiana e le abitudini. Un po' come un organo di senso si occupa di vista o  di udito, il primo chakra "sovrintende" il nostro appartenere e il nostro avere radici. In una famiglia, in un luogo, in una squadra! L'appartenenza è essenziale per un essere umano, perchè siamo animali di branco e abbiamo bisogno di una comunità che ci sostenga e ci rappresenta. E questo ci porta sicurezza, solidità e capacità di avere costanza.

Dal punto di vista fisico, il primo chakra è collocato nell'area dell'ano e dell'intestino crasso. Quindi, sovraitende le funzioni di eliminazione, e simbolicamente indica il ridare alla terra quello che gli abbiamo preso. Al primo chakra  sono legati anche gli arti inferiori, proprio le nostre gambe e i nostri piedi, le ginocchia... ovvero quei pezzi di noi che ci permettono di correre. Non a caso, è legato alle ghiandole surrenali, alla produzione di adrenalina... e credo di avere detto tutto!

Quindi, il nostro sport ci consente di stimolare questo chakra, e con i nostri passi riprendere un contatto profondo e intenso con la terra. Perchè la conoscenza dei chakra serve proprio a questo, a riattivare equilibri persi e disfunzioni: sono centri di energia, una sorta di piccolo vortice, e con pratiche di yoga mirate possono essere attivati, oppure riequilibrati.

Con la corsa, possiamo dire di rendere ben attivo e presente questo chakra, ed è un aspetto importante, perchè è il primo e fa da sostegno agli altri. La mia riflessione, è che spesso lo stimoliamo troppo, e questo porta non solo a squilibri nel fisico (e nei suddetti arti inferiori) ma anche a squilibri di tipo psicologico, per cui ci sottoponiamo a sforzi eccessivi, agiamo con rabbia o frustrazione.   Cosa fare? Un primo passo è riprendere Shavasana, con una buona respirazione addominale lunga, lenta e profonda. Un modo di ridare il giusto ritmo anche a questa parte profonda di noi. Importante perchè rappresenta la nostra "strumentazione" da corsa e perchè è la base che sostiene tutto!

Chiudo con il saluto del Kundalini Yoga, un mantra che significa "vera identità".... Perchè chi corre lo fa  anche per ritrovare il suo vero modo di essere! E quindi.. Sat Nam!