giovedì 30 ottobre 2014

PASHIMA NAMASKARASANA, una storia mia!


IL 30 OTTOBRE 2013, sto pedalando sulla ciclabile del Tevere. Rallento, mi fermo, la mia MTB si piega dolcemente di lato e io tocco terra col gomito. Una banale caduta che mi frattura della testa dell'omero, richiedendo un’operazione per l’inserimento di due viti. E soprattutto il verdetto dei medici: "Il gomito non torna mai a posto. Il gomito è la tomba dell'ortopedico, del chirurgo e del fisioterapista". Sono attonita e terrorizzata, è tutto successo troppo in fretta e troppo male. Solo un'infermiera mi sorride: “Lei è una sportiva, avrà la tenacia per rimettere il gomito a posto ". Ripenso agli anni di pratica dello yoga, il mio modo di vivere corpo e mente con rispetto e determinazione, nella ricerca di un miglioramento continuo. Con fatica, scelgo di "pensare al gomito guarito" e tengo attive spalla, mano, dita, le poche parti libere dal gesso. 


UN MESE DOPO L'INCIDENTE, tolgo il gesso: il braccio è  bloccato ad angolo retto, si muove pochissimo. Decido di segnare sul muro i progressi e inizio la fisioterapia.  A casa rifaccio i movimenti, accompagnando il braccio col respiro. Massaggio il gomito con olio all’arnica, quasi ci parlo... La mattina e la sera pratico a letto Shavasana, puntando in particolare al rilassamento di braccia, spalle e schiena, per dare equilibrio e serenità a tutto il corpo. 

Dopo due mesi, sono a lezione da Tite Togni. Grazie alla sua esperienza e ai supporti dello yoga Iyengar (cinta, cuscini, mattoni, coperte), posso adattare le  mie asana alla ridotta flessione del braccio e praticare in sicurezza per un'ora. Ne esco energizzata e speranzosa!

TRE MESI DOPO L'INCIDENTE, la fisioterapia è finita: il braccio è bloccato. Resta rattrappito, con la mano a penzoloni, e al mattino lo sento quasi paralizzato. I medici dicono che ho ben collaborato ma il gomito è la tomba, ect etc…. Ogni incontro con lo specchio quasi mi fa piangere, e sono profondamente arrabbiata, oltretutto non corro quasi da un anno, per un problema ai metatarsi. Posso solo respirare e pensare che è ora di fare sul serio con lo yoga. 


Su suggerimento di Tite, appare l’asana che mi guiderà verso l'uscita: Pashima Namaskarasana, il "saluto rovesciato". Secondo Pantanjali, autore storico del primo testo yoga, ogni asana riflette fisicamente un atteggiamento mentale. Mentre si assume la posizione, il corpo manifesta la forma fisica dell’atteggiamento mentale associato. L’atteggiamento che esprime Pashima mi piace: è “Salutare il passato”, lasciare i pesi inutili che mi porto porta nella vita, e lasciare la rabbia che sento dentro di me. Inizia la sfida, pratico tutti i giorni posizioni di allungamento delle braccia che culminano nel Saluto Rovesciato. Sento fastidio immenso, i tendini e i muscoli del braccio protestano. Cerco conferma nel mio percorso confrontandomi con fisioterapisti aperti ad altre strade e… ricevo solo incoraggiamenti. Quindi continuo!

SEI MESI DOPO L'INCIDENTE, il braccio inizia a rinascere: riesco a fare il Saluto rovesciato!!!  Resta il senso di paralisi al mattino e ancora mancano 20 cm per toccarmi la spalla con la mano.
Ma con ogni chiusura c’è possibilità di una nuova apertura: con l’amica istruttrice Alida Mazzaro inizio una pratica intensa e continua di Yoga Kundalini, dove le braccia sono centrali non solo per le asana, ma  anche per la meditazione.  Inizio a dedicarmi anche a quest'altro aspetto dello yoga, importante per me che voglio  “salutare il passato”. Alida mi guida, e il gomito mi segue nel percorso… e piano piano non si notano più le differenze. Soprattutto, la giornata inizia col il braccio non più contratto.

NOVE MESI DOPO L'INCIDENTE, festeggio con il Saluto Rovesciato nella posizione dell'Albero: equilibrio e slancio verso l'alto, verso i sogni, perché il passato è alle spalle. Lo yoga, da cross training per la corsa, inizia a diventare un’attività fisica centrale. Continuo con lo yoga Kundalini anche per due ore al giorno, sento la mia posizione allinearsi. Correndo, mi rendo conto che alzo di più le ginocchia e uso meglio le braccia. Una ciclicità di movimenti, con lo yoga che adesso guida la corsa e mi sostiene nel rimettere a posto definitivamente i problemi dei piedi.

UN ANNO DOPO L'INCIDENTE, Il saluto rovesciato è diventato un inchino, e racchiude serenità e gratitudine per quello che è accaduto e per le opportunità che mi ha dato. Alla visita di controllo finale me la sono vista brutta: l'ortopedico mi ha fatto fare delle vere contorsioni col braccio, non credendo come fosse possibile che io lo usassi completamente! Ho ripreso ad andare in bici senza problema, e paradossalmente la paura di cadere è apparsa in montagna.

Perché gli incidenti segnano e lasciano una traccia da seguire. E alla fine, posso dire che non tutti i traumi vengono per nuocere!




martedì 28 ottobre 2014

W Zio Enea!

Avremmo potuto parlarvi dei suoi successi sportivi… avremmo potuto parlarvi dei progetti futuri della squadra di cui è presidente.. insomma, avremmo potuto stupirvi con effetti speciali ma….

Per una volta abbiamo scelto di parlare non di Zampini ma di.. Zio Enea!

Ecco.. ci è giunta voce che in pista d’atletica ci sia un tal zio Enea?
Sì, alcuni dei piccoli, dai 6 ai 9 anni, mi chiamano zio, anche se sono figlio unico. Io ho figli di amici
anzi figli di amici amici, che fanno il corso dei piccoli e loro mi chiamano, praticamente da sempre, zio.  Questo ha fatto si che a loro volta gli altri bambini, sentendoli, abbiano iniziato a chiamarmi zio.
Questo non può che farmi felice ed orgoglioso, in quanto penso che un bambino lo "zio" non te lo regala e non te lo dice con secondi fini. Mi spiego, se ti chiama zio è perchè in quel momento tu potresti essere suo zio, quello che lo fa divertire e star bene.


Che bello! E tu cosa fai per farli divertire e stare bene? Perchè hai obiettivi sportivi, non fai lo zio del giorno di festa!
Certo che no! I bambini si divertono e fanno atletica con obiettivi ben precisi, ma se non si divertono non la fanno, mentre se si divertono si spremono molto più dei master.

Mi fai degli esempi di "spremitura"?
Stà proprio all'istruttore far sì che lavorino ludicamente ma con fini atletici.. Ad esempio....
se gli dici di correre, parlo dei piccoli, dopo 30 secondi quasi tutti camminano, se invece fai un inseguimento ad eliminazione in cui tu devi raggiungerli o fai una serie di staffette, sono loro a spremere te!


Oddio.. in effetti le energie che un bambino ha per giocare sono infinite...E con quelli più grandicelli? Con loro come funziona?

Ogni età ha obiettivi e stimoli diversi. Ad esempio, a un piccolo insegni rapidità, equilibrio e coordinazione in poche sedute. A un ragazzo, per raggiungere lo stesso livello, serve almeno il triplo del tempo, ma su un ragazzo puoi iniziare a lavorare su altri fattori come la tecnica, la forza e la testa. Son tutte cose che, come l'andare in bici, una volta imparate ti rimangono per tutta la vita. Il tutto sempre divertendosi, in modo più serio, da più grandi.
Perchè  divertimento, soddisfazione e benessere in genere sono la costante che devono condividere esordienti, ultramaster e professionisti, chiaramente ognuno a suo modo e per le proprie capacità.


Un bell'investimento sul futuro quindi ... Tu hai iniziato a correre da bambino, cosa ti porti nelle tue gare di quel periodo?
Si, io ho iniziato a correre a 9 anni, e quello che l'atletica mi ha insegnato e plasmato addosso mi ha accompagnato anche nel lungo periodo in cui non l'ho praticata.
Dai, in che senso? Puoi fare degli esempi di quanto hai ripreso di quel periodo, soprattutto come istruttore?
Mi ha insegnato tante cose, la principale è che, si puoi essere portato per una cosa, ma se la vuoi veramente quella cosa, te la devi guadagnare, il che non vuol dire che non devi farlo divertendoti!
 Da istruttore, di qual periodo, posso dire che tanto devo agli allenatori che ho avuto da ragazzo. E di avere avuto molta fortuna d'essere una promessa giovanile e di correre a Ferrara nel periodo d'oro del fondo e mezzofondo Italiano. Di essere stato allenato da Lenzi (allora responsabile tecnico dell'atletica Italiana) proprio nel periodo in cui allenava Pizzolato vincente a New York, per poi passare a Massimo Magnani (l'attuale Responsabile tecnico della Nazionale Italiana di Atletica). Da loro ho imparato soprattutto la serietà con la quale si devono affrontare le cose per ottenere quel che si vuole.


PS Il bambino delle foto ha una faccia conosciuta, vero?  


domenica 26 ottobre 2014

PIEDE D'ORO END

Si conclude la 32a edizione del Piede d'Oro, campionato organizzato dal Podismo Sportivo del Varesotto, dove gli atleti del varesotto e non solo si sfidano per 33 domeniche tra percorsi di ogni tipo: asfalto, sterrato, misti, piatti e ricchi di saliscendi.
Per la nostra società, è il secondo hanno in cui portiamo atleti nella classifica finale, dove per essere ammessi bisogna partecipare ad un minimo di 20 gare (15 per i più piccoli). Le novità di quest'anno è stata la possibilità di scartare le 6 peggiori gare (o non partecipazioni) e l'introduzione del rilevamento dei tempi tramite chip.
Dei nostri 15 atleti iscritti, 5 si sono classificati per la premiazione di fine anno.

Sul fil di lana, ha centrato l'obbiettivo GABRIELE SECCI, che con 15 gare disputate si è piazzato al 6° posto della categoria MR. Per Gabri ricordiamo la vittoria nella gare di Mustonate e i secondi posti di Arconate, Malgesso e Gazzada Schianno, piccoli campioncini crescono.

Nella categoria M41, STEFANO GORNATI ha ottenuto, con 27 gare disputate, il 6° posto della categoria M41; purtroppo un piccolo infortunio nelle ultime gare ha impedito di lottare per la quinta piazza, ma siamo sicuri che il campione di categoria del 2011 saprà rifarsi nel 2015.

Nella categoria M58, ANTONIO SPOTI, ha ottenuto, con 26 gare disputate, quindi una sotto il quorum, il 34° posto di categoria; anche per lui, molte posizioni perse per un infortunio ai primi di settembre, che lo hanno costretto a concludere la stagione partecipando al percorso ridotto.

Nella categoria F57, AURELIANA VANZAGO, ha ottenuto, con 26 gare disputate (come sopra), l'11 posto di categoria, con miglior prestazione il 5° posto nella gara di Cuasso al Piano.

Ed infine, non per ultima, lasciate spendere qualche parola per la nostra atleta... c'è chi l'aveva definita "la leonessa della Cardatletica" dopo averla vista in azione alla cross del Campaccio di due anni fa... L'anno scorso aveva sfiorato il podio, quarta in classifica, per un piccolo problema che le aveva impedito di partecipare alla prima gara della stagione, proprio quella con l'antidiluviano punteggio raddoppiato (antidiluviano perché era stato introdotto il punteggio doppio una quindicina d'anni fa perché alla gara organizzata dal Psv "Marciando per la vita" erano presenti un numero ridotto di podisti poiché era l'ultima del calendario). Quest'anno ha lottato, e si è saputa riprendere anche dopo piccoli infortuni e cali di forma; ed è anche riuscita a centrale uno splendido 3° posto di categoria a Brenta (una delle gare più dure); quindi con 31 gare disputate, ottiene il 3° posto di categoria, LORENA CASTIGLIONI.


giovedì 23 ottobre 2014

PRANAYAMA - 2 (A volte rilassano)








Da due mesi mi è stata data la meravigliosa possibilità di scrivere sullo yoga sul blog Cardatletica. Credo sia il momento giusto per una sorta di post di sintesi, dopo  dare una visione comune dei temi trattati. In questi due mesi, ho effettivamente seguito un filo conduttore: l’ascolto di sé stessi finalizzato al recupero e al rilassamento. Un tema che, da runner, so essere importante ma spesso trascurato.

Mettendo insieme respirazione, mantra, posizioni come Vajrasana (asana seduta che allunga i muscoli delle gambe) o Shavasana (posizione rilassata sdraiata) l’effetto è non solo di riposarsi. Per quello bastarebbe una pennica , come diciamo negli ashram de noantri…

Al centro di tutto c’è il lavoro sul respiro. Perché nello yoga il respiro non riguarda solo la trasformazione di ossigeno, azoto e anidride carbonica nei polmoni. E non è solo la consapevolezza che quando siamo agitati, respiriamo troppo in fretta.

Nella visione dello yoga, col respiro assorbiamo anche una sorta di energia sottile che permea la vita e il mondo, una manifestazione del divino detta PRANA (sanscrito, “soffio vitale”). Per questo la respirazione yogica si chiama Pranayama: è un modo con cui si attua il controllo (yama) volontario e cosciente del respiro.
Vi sto portando in un contesto mistico ma.. se entrate in un locale restato chiuso da tanto, sentite l’aria viziata che vi soffoca. In quest’ottica, è come se non vi fosse più energia vitale. In un bosco, in riva al mare si respira meglio e soprattutto ci si sente più vitali. Il respiro è un “dare e avere”, e ci obbliga a un continuo scambio con l’esterno, dove prendiamo energia e materia pulita, e tiriamo fuori fatica, tensioni, emozioni chiuse dentro.

Adesso anche l’incombenza di stare dietro al prana? No, è tema nuovo ma torna sempre al punto di partenza: oltre al tempo per correre, è bello trovare momenti per respirare, magari in posizione corretta e con il suono di un mantra. Non è tempo perso, è cura di se e delle proprie energie. E soprattutto, ci aiuta a fare il pieno di energia vitale (quella che ci fa correre!), ci ricarica e dà modo di ripartire al meglio delle forze. Quasi come se un il respiro fosse un integratore gel.. pre e post gara!

Vi invito a rivedere i post precedenti, e se volete possiamo qualche volta praticare insieme! Buon relax, buona ricarica


P.S. Non sono effettivamente passati ancora due mesi… ma l’ultimo giovedì dei questo mese sarà una data importantissima per me e per la mia pratica yoga, e allora ho anticipato questo post di chiusura dei a oggi!



mercoledì 22 ottobre 2014

Stefania Visentini: The first Jolly of Cardathletics!

Signora First Lady, mi spiace disturbarLa proprio oggi. So che ha appena inaugurato il Suo nuovo sito e quindi è molto impegnata. Vorrei farLe alcune domande... Posso?
Carissima! E' un piacere, lasci solo che finisca di smaltarmi le unghie, condito sine qua non per scrivere storie interessanti e dare risposte con un preciso senso. Ovviamente il colore non deve essere scialbo o indefinibile. Colori decisi per pensieri che lo siano altrettanto. 
Se poi vogliamo accantonare il termine First Lady gliene sarei grata. Non vorrei che qualcuno mi fregasse un vestito dall'armadio come alla cara Michelle o qualcuna si infilasse sotto l'ostacolo come successe alla granitica Hillary

Ma si figuri! Opto per un vicepresidente? Mi dica Lei in che ruolo si pone rispetto alla Cardatletica!
Io sono di supporto. Supporto al presidente che ci mette tempo e anima, dandogli il mio tempo e la mia anima quando le sue son terminate, Supporto alla squadra per le cose che possono servire. Direi che sono un pò un jolly, vado dove serve.

Quindi va dove ti porta il cuore?
Oddio sì...non sempre è il cuore, quando è il cuore è molto divertente, ma c'è un va dove ti porta la burocrazia, va dove ti porta il ristoro, dove ti porta l'organizzazione, ma devo dire che è tutto più che ripagato dal risultato, soprattutto con i ragazzi. Non me ne vogliano i grandi che adoro, ma quando senti un mugolo di bambini piccoli che chiamano il pres "zio" durante gli allenamenti, beh ti accorgi che il cuore ti ha guidato bene.

Andiamo al punto: i piccoli della squadra! Quanti sono?
Ad ora più di quaranta, e ce ne sono molti nuovi in prova, e questo è bellissimo, se poi valutiamo il fatto che l'anno passato la totalità di chi ha provato ha deciso di continuare direi che è un chiaro segno del fatto che abbiamo preso la giusta direzione. Qui però il merito va completamente ai due allenatori, Enea e Luca Filipas, che riescono a far lavorare i ragazzi facendoli divertire. Cosa impossibile se non ci fosse la passione.

Ecco, la passione!! Vorrei proprio parlare delle Sue passioni, mia cara First Jolly: Ma come fa a coniugare corsa e canotte con tacco 12 e collane? Sembrerebbe un'impresa impossibile!
Mi lasci dire che First Jolly è geniale e che rifarò immediatamente i biglietti da visita, per il resto sì sembrerebbe impossibile e a volte ho la sensazione che lo sia, ma in fondo basta ricordarsi chi si è, se ho tutte le canotte da corsa e le maglie termiche con una lontana fragranza di Coco di Chanel, un motivo ci sarà. E comunque la passione non si ha per qualcosa, si ha per il modo in cui si fanno le cose. Io tento di metterla in tutto. Poi ci sono cose che si impregnano meglio, dipende dalla loro composizione. Più assomigliano ai propri sogni e più s'imbevono. Mi fermi che divento lirica!

Oddio, Le chiamo subito un’orchestra sinfonica!!!
Per carità che mi scappa un pisolo! Mi chiami i Muse, Eminem, tutta la musica contemporanea, le vecchie glorie chiami I queen!

Mi parlava della canotta: la scelta dei colori e dello stile? A chi si è ispirata? Alla buonanima di Oscar de La Renta o alla nostrana Donatella Versace?
Per carità! De la Renta, pace all'anima sua, troppo teatrale, la signora Versace ha un po’ la tendenza ad essere come dire...eccessiva? Già le runner son svestite per definizione evitare l'animalier mi pare il minimo, ma anche per i runner. Se lo vede un Vertical Man fasciato in un attillatissimo tessuto tigrato?

Oddio, personalmente non manderei mai un Vertical Man in tenuta tigrata su una salita... ci sono poche donne verticaliste ma non si sa mai. Torniamo alla maglia sociale attuale..
Per la maglia è stata una cosa strana. si stava parlando con il pres e all'unisono abbiamo detto "viola verde e bianco". e così è stato. Per il disegno ho fatto un po’ di art attack con le veline colorate et voilà!

Mi incuriosisce l'idea dell'unisono... così a caso questi colori? Magari Lei ha cercato di mettere anche un po' di nero, magari vicino al bianco?
Ahaha no! E devo ammettere che non avrei mai fatto a meno del viola, forse il mio colore preferito. La fede calcistica è una cosa, l'atletica un'altra, e poi se ho sposato uno che usava come pigiama la maglia di Batistuta come si potrebbe non pensare che io sia flessibile?

Allora, visto che la flessibilità è la Sua arte, vorrei chiederle qual è il Suo sogno per la Cardatletica?
Il mio sogno per la Cardatletica è un sogno conto terzi. Sogno che Enea riesca a realizzare i suoi e potersi dedicare completamente ai ragazzi e all'allenamento, sulla Cardatletica è meglio che lascio fare a lui. Sogna decisamente meglio di me.

Mi spiace, ma questa non glieLa passo!!! Possibile che non Lei abbia un Jolly Dream?
Sì possibile, ecco se ho un sogno magari sarebbe quello di realizzare il mio per poter permettere a lui la realizzazione dei suoi.

Ma questo è un finale travolgente e commovente! Mi indichi una colonna sonora possibile..
Commovente? Ma va là! La commozione è un'altra! Questi sono sogni! Comunque scelgo una vecchia canzone dei Timoria, il perché non glielo dico ma è Senza Vento, di prima che il buon Francesco impalmasse l'Ambra nazionale e diventasse un sex-symbol.
Buone corse, lanci e salti a tutti!

domenica 19 ottobre 2014

21a STRACASCINE - 15a SOCIALE

La penultima prova del secondo Cardacampionato va di scena ad Albizzate, dove è in programma la 21a edizione della Stracascine: partenza alle ore 9.30 per un percorso di 10,5 km, rinnovato nella parte centrale: un mix di boschi e asfalti che fanno da cornice alla penultima prova del campionato del Piede d'Oro.

CLASSIFICA DI TAPPA / ANTONINI FOTO

La gara è stata vinta da Ronnie Fochi, che col tempo di 37'33" rifila più di un minuto al duo del Cus dei Laghi Borgnolo (38'40") e Mignani (39'45"); in campo femminile si impone Sabina Ambrosetti, in 45'40", che regola Rosanna Urso in 46'32" ed Eugenia Vasconi in 47'11".

Per quanto ci riguarda, il pres aveva fretta e quindi conclude in 14a posizione, seguito dal Luna, che quando c'è lascia il segno, grandissimo e sempre li nelle posizioni che contano...
Poco più indietro, una supersfida tra Piero e Vincenzo, con la vittoria al foto-finish di quest'ultimo, tallonati da Giuseppe, che allenamento dopo allenamento sta aumentando il suo stato di forma...
Poco prima dell'ora, Stefano mi saluta e se ne va, rifilandomi due minuti al sottoscritto (riesco nell'impresa di chiudere sopra l'ora ); per concludere con la mai doma Lorena che arriva poco dopo...

Nel percorso ridotto, il Gabri conclude in quinta posizione, mentre con due ore di sonno, direttamente da Marsa Alam, concludono la loro fatica Tonio e Liana.

Questi i risultati completi dei nostri atleti

14° ENEA ZAMPINI in 42'00"
25° STEFANO LUNARDI in 44'16"
NC VINCENZO SPECIALE in 48'07"
54° PIETRO FORTUNATO in 48'08"
NC GIUSEPPE DUCHINI in 49'49"
NC STEFANO BIANCHI in 58'07"
173° OMAR SPOTI in 1h00'02"
191° LORENA CASTIGLIONI in 1h01'42"

Hanno invece partecipato al percorso ridotto

GABRIELE SECCI
ALDO SECCI
AURELIANA VANZAGO
ANTONIO SPOTI

Ecco alcune foto della manifestazione...












Domenica da record

4a LAGO MAGGIORE MARATHON

CLASSIFICHE UFFICIALI

Tre nostri atleti presenti alla quarta maratona del lago maggiore

Alessandro Perini, categoria SM40, giunge al traguardo in 115 posizione, con il tempo di 3h27'51", andando vicinissimo al record della Cardatletica, (soli 34 secondi). Siamo certi che alla prossima occasione saprà fare meglio di questo grandissimo risultato odierno.

Ottime prestazioni anche di Giorgio Giammarino, 316imo, che sfiora il muro delle 4 ore con 4h00'03" ma centra il record della maratona per gli SM, 450° posto invece per Daniele Gallasin, che chiude la sua fatica in 4h27'56". Auguriamo ai nostri tre CardaMarathonMoschettieri, un 2015 pieno di soddisfazioni e di record personali.
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13a MARATONINA CITTA' di CREMONA

CLASSIFICHE UFFICIALI

La famiglia Bosco presente alla mezza di Cremona


Ieri alla gara esordienti a Verghera ho fatto una domanda al Màtt (un po' stupida credo)... ma ci sei domani ad Albizzate?... La risposta, gentile è stata "no, vado a Cremona che ho la mezza..."...
Ecco qui doveva dire "vado a sfondare il muro della mezza!!!", ma forse anche no... l'umiltà che lo contraddistingue, lascia il posto ai fatti sull'asfalto di Cremona: 1h17'41", che spazza via l'1h18'30" di un mese fa... Che dire... capeaux Màtt
Ad accompagnarlo, il papà Roberto, che piazza un 1h55'28", cogliendo la 119a posizione di categoria. Grande anche lui... per la cronaca il Màtt arriva 61° assoluto e 27° di categoria.

sabato 18 ottobre 2014

GARA ESORDIENTI a VERGHERA

 5^ Prova Trofeo Giornate Sportive Esordienti B/C

CLASSIFICA FINALE TROFEO

Oggi pomeriggio, nella pista di Verghera di Samarate, si è svolta la 5a prova provinciale denominata "Trofeo Giornate Sportive" per le categorie Esordienti B e C.
Circa una sessantina gli atleti che hanno partecipato alle cinque prove in programma: Salto in Lungo, Salto con ostacoli (40 metri), Prova di Velocità (40 metri piani), Lancio della pallina e salto delle corte (a crescere da 20 cm a 60 cm.
I piccoli atleti sono stati divisi in quattro gruppi, un gruppo per gli esordienti C e tre gruppi per gli esordienti B ed hanno effettuato a rotazione le cinque prove.

Salto delle cordicelle a destra - Salto con ostacoli sul fondo
Ogni singola gara prevedeva un punteggio a decrescere, da 5 a 1 punto e la classifica finale teneva conto della squadra con il punteggio più alto.
Si aggiudica il primo posto, la Polisportiva Olonia. Seguiranno, quando disponibili, le classifiche ufficiali e i collegamenti con le foto della manifestazione.




giovedì 16 ottobre 2014

Mantra da corsa...

Mantra è l’ennesimo termine sanscrito che propongo e significa, tra le tante cose, strumento per pensare”.  OM è forse il mantra più noto, e rappresenta un suono primordiale. Anche  gli  Hare Krshna e la loro canzone la conosciamo tutti! (il link è alla versione del film Hair). Per esteso, ogni religione ha le sue forme di mantra (il rosario ne è un esempio). Proprio perché sono “parole di energia” e aiutano a tendere verso qualcosa di trascendente.

Un mantra è una forma di meditazione e, nello yoga, è un mezzo che si utilizza per orientare corpo, mente e spirito verso la direzione scelta.  Per questo motivo, un mantra non si canta, si vibra!  Sia quando  a voce alta, sia quando scandito mentalmente. Vibrare implica tenere una posizione
ferma, comoda e con la schiena dritta, consapevoli del respiro ritmico e lungo, Poi stare in ascolto della qualità e intensità della vibrazione, in alcuni casi curando la posizione delle labbra e della lingua nell'emettere il suono.

Come agisce un mantra? Innanzitutto, ogni suono, ogni parola produce una vibrazione fisica che fa reagire il corpo e gli organi interni. Basti pensare che il movimento della lingua stimola punti sul palato, innescando risposte  reattive fisiche. E poi, ogni suono ha una vibrazione emotiva, pensiamo all’effetto di un insulto o di sentire gridato il proprio nome. 

Dedicarsi alla pratica di un  mantra implica stare con se stessi, e l’effetto è di calmare la mente, i pensieri, migliorare la concentrazione. Si può iniziare con un minuto e poi via via…

E credo che ai runner  farebbe bene,  un mantra non  è poi una cosa così diversa e lontana. Noto sempre che, nei, resoconti delle gare , oltre a tempi/spazi/ritmi, rabbie e/o ringraziamenti, c’è il tema dell'auto-incitamento “ce la posso fare..celapossofare celapossofare" magari ripetuto mentalmente fino al momento in cui si riesce a riprendere il ritmo. 

Ma "celapossofare"  è un mantra?? Tecnicamente e da un punto di vista ortodosso, no… ma mi piace pensare che sia un'esperienza simile... In quel momento, corpo e mente agiscono all’uniscono, scanditi dal suolo e dal movimento fisico, il respiro affannoso sicuramente, ma regolare. Ecco; recitare un mantra non è poi una cosa diversa...

La prossima volta che siete stanchi e affaticati, che non avete voglia di correre, provate a sedervi comodi, anche su una sedia, oppure in Vajrasana o sdraiati in Shavasana, e ripetete mentalmente la vostra frase incitazione, magari quella ripescata dall’ultima gara. E notate cosa vi succede...

Se volete fare una prova con i mantra “veri e propri” adesso abbiamo una possibilità in più, ovvero Youtube! Sentire un nastro registrato aiuta, e amplifica la vibrazione.

 Io vi metto i link ai miei mantra preferiti, tipici del Kundalini yoga, dove i mantra sono alla base della pratica, quindi sono stati  remixati proprio per il piacere di vibrarli durante la pratica. Ed ecco SA TA NA MA (nulla di demoniaco… please) , sillabe che significano, rispettivamente ; infinito, vita, morte rinascita. Un inno alla ciclicità, come è per noi superare un traguardo e  prospettarne un altro. E poi ADHI SHAKTI (remix!), energia primaria!

I mantra vanno scoperti e vibrati, ma anche leggere serve a scoprirli. Vi suggerisco il bellissimo capitolo sull’OM di Andrè Van Lysebeth, uno dei padri occidentali dell’Hatha Yoga, nel suo libro “Imparo lo yoga”. E poi quello di Shakti Parwha Kaur Khalsa,”Kundalini Yoga, il fluire dell’energia infinita”.




lunedì 13 ottobre 2014

SOXJ, detto anche Omar Spoti!

Ma vi siete mai chiesti l’origine del nome SOXJ? In assoluta esclusiva per noi, eccola!
“E’ una storia molto lunga..... Anno 2004, primi passi sull'era informatica... urgeva una mail... ma
non di quelle "nome.cognome", non è il mio stile... qualcosa di diverso, un "nomignolo", al secolo "nick"... 


Così, rassettando dei cassetti della memoria mi balza alla mente i nomignoli delle scuole medie (anno 1991) che ci diede un compagno ripetente, tutti in X..  dix,.. pax.., fex,.. e SOX (all'anagrafe Spoti Omar X).,,

Quindi alla domanda di "Libero" che mi avrebbe cambiato la vita.... "inserisci la tua mail!!!" io ho inserito "SOX"... Troppo corta, mi rispose... minimo 4 caratteri (che bei tempi quando si poteva fare la mail con 4 caratteri)...

Quindi inserii SOXY, sembrava fico [cit. Kill Bill]... Ma l'altra risposta che mi avrebbe cambiato la vita fu "mail esistente... inserire nuova mail"... Da qui iniziò l'epopea del SOXJ, e qualche anno dopo, col forum del piede d'oro, apparve, oltre al mio, LUMI, PLAYBEPPE, GHEPARDO e PALLAGOL...

E poi c'è il seguito nel nome: “DOWNHILL”, come appare dal profilo di Facebook.. e un’altra storia da raccontare!
Qui potrebbe uscirne un romanzo... Fin dalla notte dei tempi, si raccontava la storia di un podista, che correva, correva, ma non tanto veloce, correva per divertirsi, punto...

Correva spensierato, ma quando iniziava una discesa correva da scalmanato, giù come un pazzo, per sfondare il muro del suono, forse, non lo sa neanche lui perché... epiche furono le sue cadute in discesa... a Cardana nel 1988, a Besozzo nel 2006 e a Brenta nel 2011... ma lui continuò imperterrito, fino all'avvento dell'ottava meraviglia del mondo moderno... il Gps…

Da qui iniziò la leggenda del Soxj... e, essendo appassionato di gare di sci alpino, con prevalenza di SG e DH (discesa libera o downhill), iniziò la sfida alla ricerca del record di velocità di discesa, che iniziò con un 26 km/h, per culminare con lo strabiliante 30,75 Km/h del 2011 alla discesa di Morosolo... Altri lo conoscono come "quel pazzo che va giù in discesa a mille all'ora..."



Roba che ti farebbero la multa in ciclabile, il limite è di 20 km/h!... Però mi dicono che vanti un’esperienza trentennale al piede d’oro, pre e post Soxj: cos’hai da dire al riguardo?
Ho iniziato nel 1983 (avevo la veneranda età di 5 anni) e facevo i 10 chilometri perché chi faceva il corto non prendeva premi... quindi quando premiavano il primo bambino, ero sempre io... Ad ora sono circa 690 presenze... mi sto un po’ allontanando perché le mie caviglie hanno paura di farsi male... mi guardano con occhietti languidi, a volte... direi che trent'anni senza criterio possono anche bastare...

Ma le tue caviglie sanno di essere la memoria storica del Piede d'Oro?

Troppe lontane dal cervello...

Altro da dichiarare?
A tutti i miei fans più accaniti, do l'appuntamento in pista... non so dove, non so quando, non so per che cosa. ..

Vero! La pista, sei il drago dei 400, e con questo invito a correranno in massa! Intanto possono seguirti sul tuo sito .. se riescono a raggiungerti!

venerdì 10 ottobre 2014

Ultramaratona per Purosangue!


L'obiettivo era 42 paia di scarpe e 195 buone azioni. Il risultato, al momento è che la Cardacrucca ha contenuto in sé un'ultramaratona. E infatti..


ABBIAMO RACCOLTO 
OTTANTA PAIA DI SCARPE DA CORSA!!!!


Poco dopo l'annuncio sul nostro blog, già ne avevamo ricevute alcune.


Sabato 4 ottobre alla consegna dei pettorali, alle 8,30 sono arrivate le prime paia....

Poi, piano piano, sono arrivate le altre.. fino a fare il grande mucchio della foto! Abbiamo ringraziato di persona i runner che hanno voluto contribuire a questa nostra iniziativa, ma crediamo che questo blog sia la sede migliore per dirgli quanto ci hanno fatto felici (e quanto faranno felici ottanta futuri runner africani)!


E quindi, io e Daniele Uboldi le porteremo a Roma, per consegnarle agli amici del Purosangue Project. Da li, faranno il grande viaggio fino in Africa. 

Adesso, rilancio la sfida,  e visto che siamo già nella fascia "ultramaratona"... magari possiamo fare di più..

VOGLIAMO ARRIVARE A CENTO PAIA!

Ce la possiamo fare, e avremo associato un altro bel risultato alla Cardacrucca! Grazie anticipatamente, potete scrivermi su Facebook per metterci d'accordo per la consegna delle scarpe.

giovedì 9 ottobre 2014

SHAVASANA, l'asana del relax

Domenica scorsa, in piena consegna dei pettorali ai 979 iscritti della Cardacrucca, un’amica mi ha detto “Ti immaginavo seduta in mezzo a tutti, a gambe incrociate, imperturbabile  a fare respirazioni”.  Ho subito pensato alla faccia dei runner (e di Stefania Visentini..) nel trovarsi un "ostacolo umano" nella piazza di Tornavento,  assolutamente fuori luogo rispetto al momento. Non a caso ho una foto simile ma in zona Monte Rosa, dove ci sono io  e "un ometto” segnalatore, oltre al mio personale fotografo Daniele Uboldi!

Credo che il bello dello yoga sia invitare a stare nel presente e viverlo al meglio possibile, anche grazie all'attenzione sul respiro, da rendere lungo e profondo proprio nei momenti difficili. Anche perchè, alla fine, arriva  il momento di staccare e recuperare, quando si è finito tutto.. E quindi, l’asana di questo giovedì:

SHAVASANA
Il termine sanscrito lo traduco con cautela, soprattutto per i superstiziosi: è la posizione del CADAVERE!! Implica stare sdraiati sulla schiena, braccia lungo il corpo con i palmi delle mani verso l’alto. Le gambe rilassate, che si aprono leggermente mentre i piedi si piegano verso fuori. Gli occhi chiusi, bocca rilassata quindi un po’ aperta. 

Se mi guardate la foto, sembra un’asana bella facile, ma, attenzione: non è il Dormiente, è il Cadavere!!! Quindi, per definizione, richiede di essere un corpo immobile, privo di tensioni e statico. Provare a farla da vivi, non è uno scherzo: la mente vaga e porta ad agitarsi, appaiono pruriti e fastidi ovunque. Soprattutto, viene da mettersi su un fianco e dormire! Il bello di Shavasana NON è solo nello stare in posizione “off”. L'obiettivo è un momento di stacco per vivere l’asana, consapevoli di controllare il corpo per rilassarsi, in questo modo:
  1. Regolando il respiro nell’esercizio di Pranayama. Facendolo, piano piano si rallenta il battito e la stessa mente si rilassa (provarci, è l’unica per verificarlo!)
  2. Facendo un esercizio di focalizzazione mentale sulle singole parti del corpo.  Vuol dire metterci l'attenzione e sentire come stanno, partendo dai piedi e poi via via caviglie, polpacci, ginocchia, e tutti i muscoli coinvolti nella corsa.. Quindi le anche, il torace.. le braccia, le spalle. Infine, attenzione alle singole parti del viso, rilasciando le tensioni sulla bocca, attorno agli occhi, al collo (credo che non diamo mai attenzione al viso, la parte che mostra le tensioni al mondo)
Le classi di yoga si aprono e soprattutto si chiudono con Shavasana, Perché la fatica va dissolta anche sciogliendo le tensioni muscolari, grazie al respiro, e la riprova è che spesso ci svegliamo con qualche tensione, se ci facciamo caso.. Questo fa si che Shavasana sia ottima per chiudere un allenamento! Credo di averlo capito sul serio poco tempo fa, dopo 10 tiratissime ripetute sui mille.Dopo lo stretching, mi sono sdraiata e, nonostante il battito fosse tornato a posto, ho sentito la mente stanca e tesa per la concentrazione, mentre il corpo quasi tremava.. Ho fatto lunghi respiri e solo dopo 10 minuti, ho acquietato quel rumore dentro di me. Ho capito che l'allenamento in quel momento era finito. E sono tornata alla mia vita. Facciamo tanto, ed è giusto avere dei momenti di passaggio, dei rituali di chiusura.

Quindi… buona Shavasana, che ovviamente può essere fatta limiti di tempo!! Concludo con un'indicazione importante: dopo shavasana non rialzatevi a mo’ di molla!! Il corpo è morbido e abbandonato e muoversi di scatto può causare persino un infortunio.  Come nella foto, potete fare pochi gesti per riprendere bene (ottimi anche al mattino, prima di alzarsi):
  1. Torsione laterale, con la gamba piegata da un lato, testa spalle e braccio dall’altro.
  2. Gambe raccolte al petto, e dondolare sia avanti e indietro, sia di lato.
PS E se ci si addormenta? Vuol dire che ce ne era bisogno! Ed è un buon motivo per fare Shavasana altre volte, fino a  scoprire un altro modo di rilassarsi!
PS2 Vi rimando al libro di Satya Singh "Kundalini Yoga", BIS Edizioni. Vi allego anche il link su Shavasana sul  Yoga Journal Italia la più autorevole rivista di yoga

martedì 7 ottobre 2014

CardaCrucca edizione 1...979 anime in movimento!

È ancora buio quando arriviamo in piazza Tornavento.
L'alba di lì a poco ci sorprende grigia ma non fredda.
L'estate, assente ingiustificata di quest'anno, sta tentando di rimediare stiracchiandosi in quest'autunno mite.
La prima edizione della CardaCrucca può cominciare.
L'anno scorso all'edizione di prova parteciparono quasi 700 persone prendendoci un po' alla sprovvista.
Era la nostra prima gara, eravamo dilettanti allo sbaraglio davanti ad un pubblico da gran galà.
Andò tutto bene, certo qualche cosa da aggiustare, qualcosa da migliorare, ma in fondo la perfezione è impossibile da raggiungere.
Quest'anno le 600 maglie garantite ai preiscritti terminano un giorno prima della chiusura delle iscrizioni on-line, e quindi, nonostante la Deejay ten, le previsioni sono di un aumento sostanziale.
I runners arrivano alla spicciolata all'inizio, un po' assonnati ma con l'intenzione di non fare coda alle iscrizioni e al ritiro pettorali, ritiro che era già iniziato nella mattina di sabato al nostro gazebo, sempre nella stupenda piazzetta del ritrovo.
Ma niente code e tutto può iniziare.



Si parte alle 9, 15, con il minigiro, saranno in 34 i piccoli podisti che si daranno battaglia e noi che siamo nati proprio per poter sviluppare il settore giovanile non potremmo che essere felici di questa affluenza.
Arrivata anche l'ultima cucciola per mano alla mamma tra due ali di folla in tripudio, si può iniziare a incanalare i grandi verso la linea di partenza.


Si divideranno in due percorsi, quello corto e piatto da 8,8 km completamente nei boschi intorno a via Gaggio, e quello lungo che porterà, i 609 atleti iscritti alla distanza, a scendere verso i canali per poi risalire, arrivando al traguardo in piazzetta dalla meravigliosa scalinata che si dipana dopo una corsa sull'argine e il caratteristico ponticello d'attraversamento canale.
Pronti e via.
Mentre in piazza si smontano frenetici i tavoli delle iscrizioni che serviranno al grande ristoro i podisti ci mettono fiato e volontà.
Per tutti una sorpresa al terzo chilometro dove un duo di musicisti saluta i podisti suonando musica jazz e blues.
I percorsi sono gli stessi dell'anno passato e così la segnaletica, quindi pensiamo di essere tranquilli ma purtroppo, e ce ne scusiamo, commettiamo un errore di valutazione, infatti dove l'anno scorso c'era un terreno incolto quest'anno era stato tagliato il prato rivelando così una stradina e rendendo un cartello po' equivoco.
Alcuni concorrenti del percorso corto si trovano a fare una variazione di circa 700 metri allungando così la loro gara.
Niente problemi invece per il percorso lungo che scorre fluido e veloce fino alla fine.
Le fatiche di tutti terminano in piazza sotto al gonfiabile dove una moltitudine di persone colorate e allegre ritrovano gli amici di sempre e nuove persone con cui condividere la propria passione.
La Cardatletica tutta è felice del risultato e della fiducia che ci hanno accordato la quasi mille persone che hanno deciso di correre con noi.
Si può sempre migliorare e lo faremo, l'amico Davide Passeri nel suo bellissimo articolo (leggi qui) sulla gara, ci assegna un 8, imputando la perdita di due punti per 20 metri di nastro mancante, noi ci impegniamo da ora ad usarne 200 di metri in più alla CardaCrucca del 2015.

Detto questo credo che dei ringraziamenti siano d'obbligo:
Grazie ovviamente ai 979 atleti che hanno voluto stare con noi in questa giornata di festa e km.
Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato, prima dopo e durante la corsa.
Perché una gara che ospita così tanta gente non dura 4 ore, una gara così dura dei mesi.
Mesi nei quali la preparazione tecnica e burocratica sono una costante giornaliera e l'aiuto di tutti è indispensabile.
Grazie ai nostri sponsor e in particolare ad Eolo che ci ha aiutato a fornire 600 ricordi di questa splendida prima edizione e Brogioli Sport che è da sempre un alleato indispensabile.
Grazie ad Emanuele Angotzi per aver portato la musica sul nostro percorso.
Grazie ai fotografi presenti, Arturo Barbieri e Dario Antonini.
Grazie a Tornavento , al comune di Lonate Pozzolo e alla sua ospitalità.
Grazie alla pro-loco.

Ma soprattutto grazie al Parco del Ticino, che ci ha permesso di organizzare questa gara all'interno del suo meraviglioso territorio che è un gioiello della nostra provincia e che per noi runners è il paradiso.

TUTTI I RISULTATI

domenica 5 ottobre 2014

1a CARDACRUCCA

Grande successo alla seconda edizione della Cardacrucca (dopo l'edizione zero della passata stagione)
Il numero degli iscritti, da 619 sale a 979 podisti.
Trionfano nel percorso lungo FERDINANDO MIGNANI e SABINA AMBROSETTI
Nel percorso corto si impongono AMOS BIANCHI e ELENA BEGNIS

Qui tutte le classifiche UFFICIALI

Qui le foto di
PODISTI.NET
ANTONINI

sabato 4 ottobre 2014

600 PREISCRITTI

Raggiunti i 600 iscritti alla Cardacrucca!
Per i prossimi iscritti
 e fino a esaurimento scorte,
 sono disponibili i calzini Cardatletica!

Siamo felici di questa vostra partecipazione,
vi aspettiamo DOMANI!!!!

venerdì 3 ottobre 2014

ULTIME MAGLIE

ULTIME MAGLIE DISPONIBILI!!!!!

Raggiunti i 600 iscritti alla Cardacrucca!
saranno disponibili 
i calzini Cardatletica!
Fino ad esaurimento scorte!!!!Siamo felici di questa vostra partecipazione,
vi aspettiamo SABATO 4 OTTOBRE
 per il ritiro dei pettorali!

CARDACRUCCA SULLA PREALPINEN

A 4 giorni dall'edizione 1 della CardaCrucca esce l'articolo di presentazione sulla Prealpina, una sorpresa anche per noi!

Purtroppo nel  bellissimo articolo c'è un'imprecisione.

LE CALZE DATE OLTRE I 600 ISCRITTI NON SONO TECNICHE.


a Domenica!!!!

mercoledì 1 ottobre 2014

La parola a.... Tite Togni: Mustang Trail Race


Questo giovedì lascio la parola a Tite Togni. un'istruttrice di yoga veramente speciale, dato che è anche un'ultratrailer.

Ed ecco il suo articolo apparso nel numero di settembre 2014 di Yoga Journal, una delle più autorevoli riviste di Yoga:  “OM NELLA TERRA DESOLATA” (cliccare sul titolo per la versione in PDF).  OM è il mantra induista più familiare a noi occidentali (ne parlero’ nei prossimi post del Cardayoga), ed esprime la particolarità e il misticismo che ha pervaso questa gara.  

Tite ci racconta  il suo Mustang Trail Race, un ultratrail in Nepal di 200 km, diviso in 8 tappe di 15/30 km, con 8200 m di dislivello, a un’altitudine che varia tra i 2900 e i 4300 m di quota. Mi ha affascinato come, in questo articolo, la vita di Tite sia presentata da due angolazioni:
  • UNA TRAILER ESPERTA,  che si qualifica terza assoluta correndo il Mustang Trail Rail in 26h33' ore. Tite racconta il percorso e ce lo mostra nelle foto.
  • UNA YOGINI (termine che definisce la praticante di yoga, al maschile yogi). Vive un’esperienza  di preparazione e gara in un ambiente estremo. Trovate nell’articolo riferimenti al pranayama, la respirazione che le ha permesso di adattarsi all’altitudine, a esempi di Asana che ha fatto durante la gara per recuperare. E avrete la conferma che lo yoga è ben altro che meditazione è immobilità.
Queste due angolazioni sono possibili perchè Tite Togni è l’ideatrice del "PROGETTO YOGA X RUNNERS”, che ha come obiettivo la diffusione dello yoga nel mondo dei runner. Il metodo è lo yoga come lo ha proposto il maestro BKS Iyengar, definendolo  "meditazione in azione", e Tite aggiunge "come la corsa" (approfondirò lo Yoga Iyengar nei prossimi post!).

Ci tengo a presentare il suo progetto Yoga x Runners, proprio perché, attualmente lo Yoga per la corsa è proposto da tanti ma credo che pochi, oltre a lei,  ne abbiano le credenziali. Tite Togni è un’insegnante certificata Yoga Iyengar dal 2008, anno della sua prima maratona (ha un PB di 3h 26').  E’ nella pratica sportiva da sempre (nasce come agonista di pattinaggio artistico su ghiaccio), e conta un’esistenza in montagna da sempre per origini dolomitiche. In sintesi, Tite coniuga un serio curriculum yogico con la pratica agonista. Non c’è improvvisazione, solo esperienza personale, e nello yoga conta questo: avere vissuto la pratica per proporre cio' che è cresciuto dentro.

Tite insegna regolarmente a Milano, Brescia, Vicenza e tiene stage montani con Holimites e Mandala Trail: Inoltre, collabora con Yoga Journal, Yoga Festival, L'Altra Medicina e con la trasmissione Essere pagina  e Benessere in onda su Radio 24. Ha un suo sito web e trovate su Facebook la pagina Yoga x Runners.

Se serve dire altro, aggiungo buona lettura, e grazie Tite!