giovedì 26 febbraio 2015

Virabhadrasana: la storia di un guerriero

Il guerriero è una figura importante nello yoga, come ho già detto in un post precedente. Questa è l'asana di Virabhadra -  nome di un personaggio mitologico (Vira, in sanscrito eroe, e bhadra, in sanscrito amico).

Si tratta di un guerriero nato da una ciocca di capelli di Shiva, una divinità induista le cui caratteristiche includono sia l'ascetismo sia la sensualità. In questa storia, Shiva si strappa i capelli per il dolore dovuto alla morte della moglie Sati. Virabhadra nasce e agisce per  la vendetta di Shiva e uccide il padre di Sati, ovvero colui che l'aveva spinta al suicidio.

Il guerriero consiste in tre asana distinte,  che possono essere praticate separatamente. Ho scelto quest'immagine che le propone in sequenza, per evidenziare il significato del gesto e quindi il legame con la storia di Virabhadra:


Nella VERSIONE UNO, il guerriero impugna la spada tenendola alta, con entrambe le mani.




  • Nella VERSIONE DUE, il guerriero affonda per attaccare il nemico con la sua spada.



  • Nella VERSIONE TRE, il guerriero si allunga per uccidere il nemico con la spada.


Con questi presupposti (simbolici, per fortuna!) è facile immaginare come siano delle asane intense, da tenere con grinta e con leggerezza allo stesso tempo. A livello mentale, danno determinazione e decisione. A livello fisico, gran lavoro per le gambe, impegno d'equilibrio per le caviglie, apertura del torace e allungamento di tutto il corpo. E per questo, le tre versioni di Virabhadrasana sono ideali per "guerrieri" che corrono!

La foto è una sorta di cartolina da usare nella pratica per avere presenti le asana. Queste e altre potete scaricarla presso il  sito yogacards!  

lunedì 23 febbraio 2015

Luca Filipas: sport e ricerca!

Ciao Luca, ma è domenica mattina, non sei in gara? 
Buongiorno, no purtroppo sono a casa a studiare che domani ho un esame! Niente gara.. Però adesso mi prendo un attimo di pausa!

Perfetto! Allora, inizia a dirci cosa stai studiando!!! Credo riguardi lo sport, no?
Si! Sto frequentando la laurea magistrale in Scienza, Tecnica e Didattica dello Sport. Mi sono laureato a novembre in Scienze Motorie e ho deciso di proseguire i miei studi. Se fosse per me non smetterei mai di studiare sport!

Bellissimo per uno sportivo, che di solito punta più sulla performance fisica! E che progetti di futuro lavorativo hai?
A me piacerebbe rimanere nell'ambito della ricerca sportiva. Un centro sul modello del CNR (dove sto svolgendo il tirocinio) o della Mapei per me sarebbe il massimo. Mi rendo conto però che in Italia la ricerca è totalmente inesistente. Quindi non avrei problemi a prendere le valigie e partire per un dottorato di ricerca all'estero, se si dovesse presentare l'occasione.

Ricerca sportiva su quali tematiche?
Fisiologia dell'esercizio è il mio ambito di ricerca. Fin da quando ero piccolo una delle domande che mi facevo più spesso era "Perché?". Mi piace l'idea di conoscere il perché delle cose, non solo l'applicazione pratica finale. Quindi per me è stato naturale andare a cercare e indagare quali fossero i meccanismi fisiologici dietro alla pratica sportiva. Insomma quelli che mi permettessero di dire "Oggi è meglio fargli fare 6x1000 oppure 15 km di fondo medio". Diciamo che ho abbinato la mia indole curiosa (che ho sempre avuto) con la passione per lo sport.

E avrai anche fatto sperimentazioni su di te, da bravo ricercatore!
Certo ahahah! Mi alleno da solo da 5 anni e di prove ne ho fatte tante. La cosa più difficile nell'allenarsi da solo è trovare la stessa motivazione e grinta che ti trasmetterebbe un allenatore.  
Un classico nel suo genere: cinetica del VO2max in un test a onda quadra!! Fa sempre piacere rivederlo...

Questo è vero... Mi racconti qualcuna di queste prove? Sono curiosa!! Magari ti servono per motivarti?
Ahahah ho provato il trigiornaliero una volta: 8 km la mattina, 12x400 in pausa pranzo e altri 10 km la sera. Poi ho variato spesso gli allenamenti e i carichi di lavoro: ho preparato stagioni con 120 km settimanali e stagioni con 60 km settimanali cambiando completamente il modo di lavorare. E poi ci sono i miei allenamenti mentali come quello di settimana scorsa: 14 km in palestra su un giro da 50 metri.

Cosa hai scoperto, soprattutto facendo 14 km in 50 metri?
Ho scoperto che con carichi di lavoro minori puoi ottenere comunque simili adattamenti fisiologici se alzi di molto la tua intensità di lavoro. Quindi, io consiglio sempre di abbinare le due cose se possibile: abbinare lavori ad altissima intensità a uscite ad alto volume. Poi per quanto riguarda i 14 km su un giro da 50 metri non credo abbiano un valore fisiologico,  per concentrarmi su me stesso e fare anche un allenamento psicologico, sono il massimo. Diciamo che permettono di autoconvincerti di poter fare anche gli allenamenti più difficili: "Se ho fatto questo cosa vuoi che siano 8 ripetute sui 1000?!". Più che altro mi serve mantenere l'aspetto motivazionale alto per poter mettere in pratica tutto quello che voglio provare. Per questo consiglio anche agli amatori di farsi seguire da un allenatore.
Come avrete già intuito, si tratta di creatinfosfato e ATP in un esercizio massimale. Logico!

Si, è una cosa essenziale, concordo. E mi sembra di capire che, quindi, anche allenare faccia parte della tua ricerca? Non nel senso che usi come cavie le persone, ma che è una parte che ti appassiona?
Ovviamente! Mi piace molto allenare e mettere in pratica quello che la scienza dice direttamente sul campo. Poi allenare è anche scoprire i limiti della scienza: per esempio scontrarsi con la variabilità individuale. Ormai sono due anni che alleno sia amatori/master che i ragazzi della Cardatletica. Devo dire che con i ragazzi è nettamente più difficile perché ci sono molti più fattori da considerare.  Il divertimento e fare in modo che si innamorino dell'atletica leggera. Una delle cose più difficili nei ragazzi di questa generazione. Bisogna cercare di stimolarli con proposte sempre diverse. E cercare di creare un gruppo di amici, oltre che compagni di squadra. Poi un aspetto fondamentale nei giovani è ottenere risultati. Non è bello da dire, ma è la verità: se ottengo risultati sono più motivato ad allenarmi e così via, un circolo vizioso insomma.
Ragazzi, questa è da palpitazioni: Un vero tracciato cardiaco di un allenamento ad alta intensità!!!

E pensando a te come sportivo, quali sono gli sport che ti piacciono?
Mmm... credo sia più difficile trovare uno sport che non mi piace!!!!  Andrei a vedere qualsiasi evento sportivo di qualsiasi disciplina. E questo fin da quando avevo 6 anni: non guardavo i cartoni animati, ma il Tour de France o le Olimpiadi!! Comunque, se dovessi proprio sceglierne qualcuno ti direi: atletica leggera, ciclismo, basket, sci di fondo e calcio.  Ma pratico a livello agonistico solo l'atletica leggera: è  già difficile trovare il tempo per fane uno bene! D'estate o nei periodi lontani dalle gare esco in bici, ma solo come alternativa. Invece il basket è lo sport che facevo da ragazzo: ho giocato 7 anni e mi piace tornare a fare qualche partitella tra amici ogni tanto.

Perfetto! Hai un messaggio da lanciare ai runner come ricercatore allenatore?
Correte e allenatevi sempre con un obiettivo in testa. Non c'è soddisfazione più grande di raggiungere un obiettivo "vostro", che sia la medaglia olimpica o riuscire a correre 5 km di fila. È la spinta a continuare ad allenarsi e a stare bene con se stessi!

giovedì 19 febbraio 2015

Oggi corso di Yoghi (con tante scuse a Bubu)

Nel post di oggi prevedevo di presentare la prima asana del Guerriero, Virabhadrasana 1. Avevo previsto anche delle foto in cui spiegavo i passaggi. Poi un incidente di percorso mi ha impedito di fare le foto, o meglio mi ha impedito di fare l'asana.

Solitamente reagisco sdrammatizzando le difficoltà, ma questa volta l'evento in sé è nato comico. Perchè farsi male al tendine del pettorale sinistro spostando un  valigione con dentro i 12 volumi dell'Enciclopedia delle Religioni, ecco, già fa capire che non era il caso di sperare in miracoli. Dover poi curare la suddetta tendinite con ... l'aerosol, causa una forte tosse che va a sollecitare il tendine, ecco, già credo ci sia abbastanza materiale per uno spettacolo di cabaret.
E alloro ho deciso che il post di oggi l'avrei proprio fatto per ridere, anche se  ho trovato solo vignette in inglese (la traduzione è nella didascalia)!

Questa vignetta con l'orso Yoghi è forse scontata... ma credo sia un buon modo di iniziare!



Il punto di vista dei  gatti : "Tanti anni di yoga e ancora non riescono neanche a leccarsi il didietro"


A una festa di cannucce..  trova l'istruttrice di yoga!


Meditazione per tecnologici: "Adesso entrate nel browser della vostra mente... svuotate la cache... cancellate la cronologia... e iniziate a navigare verso una pagina web completamente bianca"


Finalmente delle Asana nate in occidente: Il Panda Affamato, l'Ippopotamo Assetato e il Bradipo Curioso


E infine, un tema classico di chi ha frequentato qualche lezione di yoga: un'attività fisica profonda implica un'azione depurativa che spesso si traduce in.... movimenti intestinali involontari. Ci siamo passati tutti.... E tra le vignette degli addetti ai lavori, questa è un classico..

"E adesso rilassate tutti i muscoli del vostro corpo..."

E visto che sorridere è un modo di rilassare il viso.... tutto sommato anche oggi un po' di lavoro l'abbiamo fatto!

PS Ma l'Orso Yoghi ha origini...  yogiche? Indirettamente si! La Hanna & Barbera scelse "Yogi Bear"  in onore di famoso giocatore di baseball dell'epoca,  Yogi Berra - che in realtà si chiamava Lawrence ma era stato soprannominato Yogi, sembra per l'abitudine di sedersi in campo a gambe incrociate.
PS Da notare che la famiglia Berra viveva negli USA ma era originaria di Cuggiono....

mercoledì 18 febbraio 2015

Vania Bergo: Corro per me!

L'esordio di Vania alla mia richiesta di parlarci di lei è  stato bellissimo "Ma io corro solo x me ... non ho obbiettivi e non ho fatto nulla di speciale ....".. Dietro questo "correre per me" in realtà si intuisce che c'è un mondo, perché la corsa è troppo particolare e non si arriva a sceglierla per caso. E quindi, siamo partite proprio da qui per la nostra intervista!

Vania, adesso ci racconti cosa vuol dire "corro per me"! 
Vania e le sue girls!
Ok ..dunque premetto che in passato non mi è mai piaciuta la corsa come sport... Correvo da bambina ma prevalentemente per scappare dai miei fratelli, e nei Giochi della Gioventù, facevo brevi tratti per cui per ovvie ragioni ero una velocista.  Poi ho provato tanti tipi di sport...  E poi in palestra, poi come tutte le mamme lavoratrici non riuscendo mai a essere libera a orari prestabiliti ho mollato

Dai quali sport?
Allora, dalla ginnastica ritmica, al kung fu, lo snowboard d'inverno.. e poi step, aerobica.. Ultimamente mi davo alla Fitbox e Zumba. Questo è quello che intendo per palestra non amo fare i pesi, mi piace muovermi

Kung Fu, Fitbox... sei tosta! E queste attività le hai fatte da quando hai le figlie o più lontano nel tempo?
Nel tempo... dopo le pupe, Martina di 10 e Lara di 9, e fino all'anno scorso pressapoco ho continuato con fitbox e zumba

E come sei arrivata alla corsa?
Beh, forse perchè avevo bisogno di qualcosa che conciliasse con i miei orari e con i miei "stati d'animo" piuttosto "ballerini" negli ultimi anni... E la corsa segue i tuoi tempi..

(Vania diceva che non esistono sue foto mentre corre..
ma i paparazzi sono sempre in agguato!)
Come hai iniziato? Ricordi la prima uscita?

La prima??? Credo con mio marito... una faticaccia.. mai correre con un marito allenato che ti da consigli su come respirare, come tenere le braccia, come rompere il fiato.. etcc E la corsa non è il suo sport, lui è un calciatore, ma anni e anni di allenamento l'hanno preparato, Poi lui è sempre stato uno disciplinato, io sono una freelance..

Stupendo che sei una freelance!  E quindi?
Così, per evirare uno spargimento di sangue, ho cominciato a uscire con un'amica, anche lei poco allenata. La moglie di mio cugino, quasi vicine di case.. per cui in estate nei boschi e quando il fango no lo permetteva in pista a Verghera. Col caldo torrido, sveglia alle 6 per correre nei boschi, Fantastico!!!

Quindi alla grande! Ma la corsa non ti piaceva tanto, cosa ti è scattato? Oltre a stare in bei luoghi..
Oltre ai bei luoghi.. sicuramente la sensazione di "vuoto mentale": il non doversi concentrare su quello che si sta facendo. Io parto con il mio MP3 nelle orecchie, non mi interessa molto quanto ci metto a percorrere il mio giro, mi basta quell'ora

E alla Cardatletica come ci sei arrivata? 
Diciamo che la Cardatletica è arrivata a me! Conosco Stefania da 25 anni, e hanno iniziato le mie bambine. Portandole agli allenamenti del sabato Enea mi disse "perchè non ti fermi anche tu qui con noi?" E da li ho conosciuto altre persone fantastiche, che mi hanno fatto sentire subito a mio agio, che mi danno tutt'ora consigli su come correre, ma che accetto con uno spirito diverso adesso.

E quindi adesso tu corri sempre per te ma hai un gruppo?
No, in inverno la mia amica non viene a correre, io vado ogni tanto in pista a Verghera e spesso trovo qualcuno, Poi so che non è la stessa cosa, ma mi sono comprata il tapis roulant e corro li quando tempo e luce non lo permettono! Ultimamente corro davvero poco, una volta alla settimana se riesco, Per fortuna al sabato con la scusa delle bambine riesco almeno a fare gli allenamenti con quel gruppo di "attivissimi" bambini. La cosa bella è che per fortuna non sono ancora diventata l'ultima che viene scelta nella formazione delle squadre e questo per me è già un buon risultato!

Lara e Martina!
Verissimo! E le figlie cosa dicono della mamma che si allena con loro?
Sono contente!! Anzi, mi spingono a essere sempre presente! Meglio approfittarne finchè sono ancora piccole, tra qualche anno preferiranno andare da sole

Non credo, con una mamma così! Allora c'è qualcosa che vuoi aggiungere?
Non so, di solito si fanno i ringraziamenti per i risultati???? Forse, posso aggiungere un pensiero che ho sentito e che mi piace molto: "L'importante non è quello che trovi alla fine di una corsa, l'importante è quello che provi mentre corri"

giovedì 12 febbraio 2015

Il guerriero che corre

Solitamente, si inizia a praticare yoga per rilassarsi, per allungarsi, per fare meditazione, per trovare serenità, per vincere lo stress.  Non a caso, l'idea comune di yoga si colloca a metà tra il mondo dell'ascetismo, dove ci si estrania dalla realtà e si vive puri in uno stile di vita rigoroso, e il mondo dell'estrema flessibilità, dove si sta in equilibrio su una mano facendo intanto la posizione del loto con le gambe incrociate.

Quando sento queste definizioni di yoga, il mio commento spontaneo è "ma anche no". E da qui la voglia di ribadire come yoga sia grinta, forza, energia e possa esprimere potenza e determinazione.

Il guerriero dello yoga è impegnato in una battaglia contro un nemico forte, ma che è collocato dentro di lui. Un nemico che gli toglie consapevolezza e gli lascia scoraggiamento. Non a caso, sto parlando di un guerriero spirituale che agisce nella vita reale, che non si ferma, che accetta le sconfitte per costruirci sopra.

E visto che praticare un'asana vuol dire prendere delle qualità fisiche e spirituali, nello yoga non può mancare l'asana del guerriero. E' una delle più belle, ha tre varianti e le presenterò' nei prossimi post. Sono posizioni ottimali per chi corre proprio per il lavoro che implicano per le gambe, valendo da potenziamento e da allungamento allo stesso tempo.
Forse scomodare Decimo Massimo Meridio è un po' troppo ma, sicuramente, praticare yoga con l'intensità di un suo combattimento è un bel modo di approcciare la vita e le gare!







mercoledì 11 febbraio 2015

Roberto Bosco: multisport e oltre!

Ciao Roberto, ed eccomi con la mia richiesta di fare un post su di te sul  nostro blog!
Ciao Libel, assurgere agli onori della "cronaca", mi renderà meno asociale nella Cardatletica, appartenenza che non vivo come un socio dovrebbe. Come vuoi procedere?


Mi incuriosisce il tuo esordio "non vivere come dovrei". Come si vive la squadra secondo te?
Per una vita ho vissuto, animato e guidato realtà sociali, socio-politiche, e credo che l'adesione a un progetto vorrebbe vedere non solo il pagamento della quota, perchè senza una società sportiva non puoi iscriverti ad una gara, ma la condivisione dei contenuti statutari e un concreto apporto nel realizzarli; se poi si riesce anche ad avere buone relazioni con chi hai l'opportunità di conoscere, grazie a questa esperienza, si chiude il cerchio. Io, oggi dopo aver lungamente dato, sono un pessimo esempio, un asociale appunto.

A fronte di un giudizio così negativo, mi viene da chiederti "Ok, quindi adesso nella corsa cosa c'è al posto della condivisione e delle relazioni?
Nelle varie pratiche sportive vissute, quando mi si chiedeva di inserire la corsa negli allenamenti, l'ho sempre rifiutato. Sempre stato allergico alla corsa, e lo sono tutt'ora. A un certo punto della vita, per me è scattata la fase "decrescita", ho bisogno di fare le cose il più semplicemente possibile e la corsa è la pratica sportiva (per me lo sport da sempre è singolo e con l'uso di un attrezzo) minimalista per eccellenza. Poi era propedeutica al Triathlon, che era entrato nei miei pensieri. Per cui ho iniziato, e ora ha un suo perché, anche un suo fascino particolare, che ha conquistato uno solitario come me.

Perchè tu fai molti sport! E, tra l'altro ci siamo conosciuti a una gara di nuoto!! Mi parli della tua storia da sportivo?
Ho iniziato con la ginnastica artistica con l'agonismo nella storica (oggi decaduta) Virtus di Gallarate, poi sci, sci alpinismo, sci di fondo, brevetto per attività subacquee (1974 quando il brevetto non era cosa banale) arrampicata, canoa, ciclismo, vela, windsurf, triathlon e corsa... Alcuni abbandonati, ma tutti hanno concorso a formarmi.

Al momento cosa pratichi?
Sci, Laser quando ho un po' di tempo, e mi alleno seguendo l'ispirazione dell'annata dettata dall'appuntamento prescelto, ad esempio: 2013 triathlon, 2014 bicicletta, 2015 podismo. Anche se in verità va detto che lo sport più praticato negli ultimi anni è WorkFit nella pratica di un hobby che ormai pratico da semi-professionista: il boscaiolo. 


Maddai!!
E' un mondo per professionisti, ma assistere una volta ad una gara, credo possa affascinare chiunque. E' un mix di fisicità, atletismo, tecnica, creatività unici, se si pensa che si ha tra le mani un attrezzo che ti può fa morire dissanguato in pochi secondi. Mi accontento di aver raccolto giudizi lusinghieri da parte di professionisti che mi hanno visto all'opera.

Dove sono queste gare?? E come ci sei arrivato a questo sport? Ma è uno sport?
Non faccio gare. Ho iniziato quando ho realizzato che nel ristrutturare un bosco acquistato insieme ad un rustico, sarei stato migliore di alcuni boscaioli che avevo chiamato all'inizio dei lavori. Per le gare ci sono circuiti gestiti dalle grandi marche legate alle motoseghe e all'abbigliamento specializzato. Nei mesi scorsi ne hanno fatta una dalle parti di Varallo Pombia, ma c'è un calendario nazionale fino ad accedere a finali mondiali.

Passando alle nuove generazioni, parliamo di Matteo!!!
Ho due figli, Matteo e Anna, che ha tre anni meno di suo fratello. Entrambi sono sempre stati educati
a godere dello stare e a muoversi nella natura, montagna, mare, lago, boschi. Per me la migliore educazione fisica nasce da lì. Tutti e due hanno acquisito una bella naturalezza ma Matteo ha sviluppato l'aspetto sportivo (che esprime anche professionalmente) e riversa una determinazione unita alla tecnicità, quando si dà un obbiettivo, che è sempre stata una sua caratteristica, anche negli studi. Ma la cosa che mi ha sorpreso, da quando ha iniziato a correre, è stata il continuo miglioramento del gesto tecnico nella ricerca dell'estetica. Anche se vedendolo sciare (molto bravo) dovevo immaginarlo. Nella corsa mi ha sverniciato fino all'incenerimento.

Eh.. tosto per uno sportivo!!
Ma anche Anna nelle sue cose è una tosta, credo che abbiamo educato due tosti.


Manca parlare dei progetti in corso!
Tanto l'allenamento poi prevede che ti fai qualche granfondo in bici, qualche maratona e un'attraversata a nuoto. Tieni conto che non ripeto mai una gara fatta, mi manca la traversata del Lago Maggiore e Mergozzo. Un bel regalo di questo 2015, Matteo verrà a Locarno a correre la sua prima maratona, per vedere com'è! 
Allora, altro da aggiungere?
Va bene, grazie e.... "Cardatleti si nasce"

giovedì 5 febbraio 2015

E allora salutiamo il sole!

Non so se pioverà,  nevicherà o se il sole farà la sua bella comparsa, ma mi sento di dire che potremmo decidere di salutarlo tutti insieme! Quando?


SABATO 7 FEBBRAIO, ore 11-12,30
nel Palazzetto dello Sport di Cardano al Campo!
in via Carreggia.

Vi aspetto per praticare insieme yoga: il programma prevede il saluto al sole e delle asana, un rilassamento e dei mantra. Il tutto per ben chiudere la settimana e  (perchè no?) predisporsi alla gara di domenica al Vallone.

L'incontro è aperto a tutti (anche non runner!), se possibile portatevi un tappetino da fitness e un cuscinetto.  

E allora ci vediamo sabato!

mercoledì 4 febbraio 2015

Giovanni Vanini: cronaca di un'intervista annunciata!

Domenica 1 febbraio 2015, prima serata. Poche ore sono passate dalla Stramagenta, quando mi arriva, perentorio, un messaggio del nostro Omar, in cui mi invita a fare l'intervista a Giovanni Vanini, dicendomi che era stata annunciata nel febbraio 2013.

In realtà,  anche Daniele mi aveva già presentato Giovanni al pranzo sociale,  invitandomi a intervistarlo. In tutto questo, domenica pomeriggio avevo finalmente iniziato lo scambio di messaggi che avrebbe dato materiale per l'intervista.
Quindi... questa è veramente un'intervista annunciata! E forse questi due anni di ritardo sono serviti a riempirla di altre cose, o meglio di altri sport!

Ciao Giovanni, ho visto che hai fatto Magenta, anche se ti sapevo triatleta!
Si si, stamattina esordio dell'anno. In realtà il triathlon è venuto dopo che nella corsa mi ero infiammato le ginocchia alla mezza del Lago Maggiore. E siccome non so stare fermo,e già nuotavo e pedalavo ogni tanto, ho unito il tutto!

E quali gare hai fatto?
Nel 2013 tre  ho fatto 3 sprint (750 m nuoto, 20 km bici, 5 km corsa), ad Andora, a Piacenza, e a Lecco; Nel 2014, ho fatto quattro sprint, a Pinerolo, Milano, Cremona, Pella e  poi due olimpici (1500 nuoto, 40 km bici, 10 km corsa) a Sirmione e a Iseo.

E, venendo solo dalla corsa, cosa ti è piaciuto del triathlon?
L'inizio è stato un po' per curiosità e un po' per caricare meno le ginocchia. Già alla prima esperienza ho notato una gestione di gara totalmente differente, visto i cambi da effettuare. Il triathlon è molto più vario sia nella preparazione che in gara. Diciamo è meno noioso rispetto alla sola corsa. E poi mi ha "esaltato",  nel senso che dai tutto ma per tre sport cioè 3 volte quando in realtà pensavi di essere alla frutta.

Un'immancabile domanda scontata: qual è la tua frazione preferita?
La corsa ovvio! Non solo perché mi riesce meglio ed è alla fine, quindi mi avvantaggio parecchio rispetto agli avversari. Ma proprio perché quel senso di andare oltre le proprie aspettative viene più fuori

In che senso viene più fuori?
Scendi dalla bici e devi ancora correre. Inizi e le gambe sembrano pezzi di legno e poi ti sblocchi improvvisamente e ti rendi conto che il tuo fisico si è reso disponibile alla nuova frazione.

Che bella descrizione! E... adesso fare un 10mila secco e veloce come hai fatto a Magenta?
Il triathlon mi ha dato tante soddisfazioni, divertimento, stimoli nuovi ma la corsa non la dimentico.. E poi c'è quel conto in sospeso con i 21 non tanto come pb che al momento è lontano anni luce.. C'è la paura di non farcela e di farmi nuovamente male.

Tu sei stato fermo molto tempo per infortunio?
Avevo fatto una distorsione al ginocchio a fine settembre 2012, e ho ripreso a correre a dicembre. quando poi pensavo di aver recuperato altri 2 mesi di stop e soprattutto tanta amarezza e sofferenza soprattutto di testa

Pero' poi la testa è uscita bene nel triathlon!
Si, mi sono buttato per questo in qualcosa di nuovo.

E a Magenta com'è andata?
Mmm... a Cardano a novembre avevo fatto 34,25. Nell'inverno mi sono allenato parecchio, speravo di stare sotto i 34 e invece ho peggiorato. Ma non era giornata, sono partito troppo dietro e ho corso sempre solo e con poca testa: insomma non era giornata, ma di certo non mi posso lamentare..

Massi dai, buona la prima! E i prossimi progetti?
Pensavo a marzo la mezza di Vigevano, prima di dedicarmi un po' di più al triathlon già nelle gare di inizio stagione. Pensavo Recetto a fine maggio e qualcosa prima tra le gare nei dintorni.

Quindi sei in pieno allenamento, come gestisci i tre sport?
Al momento nuoto 3 volte la settimana: lunedì e giovedì (con la squadra di triathlon, la Oxygen Triathlon ) e sabato mattina. Gli altri giorni della settimana corsa in genere da solo e weekend, quando riesco per meteo e tempo a disposizione, bici e corsa... in tutto questo cerco sempre di non tralasciare la mia ragazza. Negli ultimi anni ha avuto un pò di fastidi e mille impegni ed ha tralasciato un po' la corsa. Però ha trovato beneficio col nuoto, prima era fanatica del Piede d'Oro.

Grazie allora, c'è qualcosa ancora che vuoi aggiungere?
No, solo che spero di riuscire quest'anno a essere più presente con la società