giovedì 28 maggio 2015

Il primo Chakra: le nostre radici (e i nostri piedi...)

Ma com'è fatto un chakra? Andiamo per ordine, e quindi partiamo dal primo!  Sono sette centri di energia dinamica collocati lungo la spina dorsale, e hanno ognuno un "ruolo specifico", andando così a incidere su emozioni, comportamenti, aspetti fisici. E' interessante la corrispondenza che hanno con il sistema endocrino, e infatti ognuno di loro corrisponde a una ghiandola o a un plesso dei nervi.
MULADARA
Il suo nome in sanscrito significa "radice", ed è collocato alla base della spina dorsale.  E' di colore rosso. Dal punto di vista simbolico, rappresenta il radicamento, il contatto con la  nostra vita quotidiana e le abitudini. Un po' come un organo di senso si occupa di vista o  di udito, il primo chakra "sovrintende" il nostro appartenere e il nostro avere radici. In una famiglia, in un luogo, in una squadra! L'appartenenza è essenziale per un essere umano, perchè siamo animali di branco e abbiamo bisogno di una comunità che ci sostenga e ci rappresenta. E questo ci porta sicurezza, solidità e capacità di avere costanza.

Dal punto di vista fisico, il primo chakra è collocato nell'area dell'ano e dell'intestino crasso. Quindi, sovraitende le funzioni di eliminazione, e simbolicamente indica il ridare alla terra quello che gli abbiamo preso. Al primo chakra  sono legati anche gli arti inferiori, proprio le nostre gambe e i nostri piedi, le ginocchia... ovvero quei pezzi di noi che ci permettono di correre. Non a caso, è legato alle ghiandole surrenali, alla produzione di adrenalina... e credo di avere detto tutto!

Quindi, il nostro sport ci consente di stimolare questo chakra, e con i nostri passi riprendere un contatto profondo e intenso con la terra. Perchè la conoscenza dei chakra serve proprio a questo, a riattivare equilibri persi e disfunzioni: sono centri di energia, una sorta di piccolo vortice, e con pratiche di yoga mirate possono essere attivati, oppure riequilibrati.

Con la corsa, possiamo dire di rendere ben attivo e presente questo chakra, ed è un aspetto importante, perchè è il primo e fa da sostegno agli altri. La mia riflessione, è che spesso lo stimoliamo troppo, e questo porta non solo a squilibri nel fisico (e nei suddetti arti inferiori) ma anche a squilibri di tipo psicologico, per cui ci sottoponiamo a sforzi eccessivi, agiamo con rabbia o frustrazione.   Cosa fare? Un primo passo è riprendere Shavasana, con una buona respirazione addominale lunga, lenta e profonda. Un modo di ridare il giusto ritmo anche a questa parte profonda di noi. Importante perchè rappresenta la nostra "strumentazione" da corsa e perchè è la base che sostiene tutto!

Chiudo con il saluto del Kundalini Yoga, un mantra che significa "vera identità".... Perchè chi corre lo fa  anche per ritrovare il suo vero modo di essere! E quindi.. Sat Nam!


martedì 26 maggio 2015

l'intervista ricambiata: Susanna Cesarini

(....continua dall'intervista precedente a Piero Fortunato, che ha chiuso le sue risposte facendomi delle domande.. e da li ripartiamo!)

Ora però mi piacerebbe provare ad invertire le parti. Tu hai intervistato un po’ tutti in Cardatletica… ma chi è Libel?
Libel è il mio nick sportivo! E' nato nel 2000, durante un corso di arrampicata al Terminillo. Ero scarsa a salire, ma impeccabile a scendere dalla parete, e fui definita leggera come una libellula. Da qui arrivò Libbé in romanesco.. e quindi fu trasformato nel più elegante Libel...

Tu corri?
Diciamo che sto riprendendo.... In generale adoro gli sport di resistenza. Mi piace essere da sola, non preoccuparmi della relazione/reazione altrui e costruire i miei progressi con il fisico e con la mente. E mi piace l'incognita di una gara lunga, di cui non è scontato che passerai il traguardo, e dove la sfida è gestire le forze e costruire un risultato. 
Da sempre vado in montagna, escursionismo. MTB e sci di fondo. Ho iniziato a "usare le gare" da un decennio, come motivazione per un allenamento regolare, dato che pratico la vita spericolata di una libera professionista che viaggia e non ha orari. 

Ho iniziato a gareggiare facendo due volte la Marcialonga, la gara più importante d'Italia per lo sci di fondo, 70 km in Trentino. Poi vivendo a Roma ho dovuto ripensarci alla neve... e quindi sono passata alle gare di corsa!




Hai corso?
Ho iniziato a gareggiare dal 2006, facendo soprattutto trail di 20/25 km tra Lazio e Abruzzo. Un approccio molto 'all'amatriciana": pochissimo allenamento, tanto divertimento con gli amici. Durante la settimana, corse lungo la ciclabile del Tevere e nei parchi di Roma. Poi, quasi per scherzo, nel 2009 ho fatto la maratona di Firenze, senza nessuna preparazione. Ne è uscito un 4,33 h (all'arrivo ho pianto dalla felicità), ed è nata la voglia di vedere che effetto avrebbe fatto un allenamento specifico. E nel 2011 ho osato puntare al PB. Ho scelto la maratona di Berlino, ed è arrivato un 4.06 h, inatteso per i miei 51 anni. E dal passaggio sotto la porta di Brandeburgo si è aperta una nuova strada, verso un sogno: la maratona di Boston, l'unica dove il pettorale si guadagna sul campo e il tempo qualificativo per una donna over 50 anni era 4 ore.
 Ho iniziato ad allenarmi con entusiasmo  e.... quindi Padova 2012, quando il mio cronometro ha segnato 3,47 h. Iscrizione a Boston, entusiamo, progetti.... e. in febbraio 2013 il muro: lo stop per metatarsalgia. Persa Boston, persi due anni di lavoro, perso il sogno.
Per la rabbia mi sono riconvertita, potevo solo nuotare e ho puntato alla Travercorta, 5 km di nuoto nel lago d'Orta. Ho preso lezioni di nuoto (non sapevo fare lo stile libero), mi sono comprata una muta e l'ho fatta. Meravigliosa, e non sono arrivata neanche ultima! Inoltre, questa gara è stata la prima in cui Daniele mi ha aspettato al traguardo. Poi.... poi il resto è stato in salita, e senza mai vedere la vetta. La metarsalgia è stata curata male, plantari sbagliati, diagnosi imprecise... Credo di non aver rinunciato a correre solo perchè ho intorno a me ho solo runner.. E poi grazie allo yoga, che ha sostituto l'impegno fisico, e mi ha fatto trovare nuovi obiettivi

Perché alla Cardatletica?
Cardatletica, what else? Mi sono iscritta insieme a Daniele, sapendo che mi sarei trasferita nel Varesotto, ho iniziato con la squadra. Col senno di poi sono felicissima della scelta, mi piace l'entusiasmo che "circola" nei cardatleti e la voglia di fare sempre meglio, di sfidarsi a fare cose nuove e diverse. E poi ho trovato carta bianca per le mie proposte e questa è una cosa rara e bellissima. Quando ho ricevuto la felpa meritoria mi sono veramente commossa. (glisso sul legame d'amicizia con la Visentini e la Zampini family, penso che ci saremmo frequentati anche senza squadra di mezzo!)

Quali sono i tuoi progetti?
Correre!! Ho in sospeso almeno le maratone di Valencia, Reggio Emilia, Tromso, e forse Chicago. Non ho fretta, so che la vita sportiva è data dalla costruzione inesorabile di obiettivi.
Per ora le mie energie sono sul completare il corso di yoga, che mi richiede una pratica quotidiana intensa e mi lascia pochissimo per correre. E' una nuova finestra quasi inattesa,  fondamentale lo zampino di Daniele nell'aprirla. Io pratico yoga da 30 anni ma è sempre stata una cosa mia... da lui è nato lo stimolo di dedicare lo yoga agli altri., per passare benessere a tutti i livelli. E il mio nome spirituale "Seva Simran" (si, n'altro nome....) significa "servire gli altri in connessione col divino".. quindi l'altro progetto è mettere lo yoga al servizio di chi corre.



E poi ci sono progetti di corsa con Daniele: ci abbiamo preso gusto a correre insieme, dopo l'Archerun in Abruzzo, la prossima tappa sarà l'Ecomaratona del Chianti.



Un dettaglio finale: Boston 2013, è stata l'edizione dell'attentato. Mio figlio mi ha sempre accompagnata alle mie maratona all'estero. Se fossi andata, come le altre volte, mio figlio sarebbe stato al traguardo, e proprio nel momento dello scoppio. Non so se il mio infortunio ha salvato me, lui o entrambi. Di sicuro mi ha fatto riflettere su come ogni cosa vada guardata da un'ottica allargata e non solo pensando alle conseguenze del momento....

giovedì 21 maggio 2015

Finalmente, Piero Fortunato!

Allora, Pietro, finalmente! Cominciamo dall’inizio…
…si allora…era una fresca giornata di mezzo autunno del 1970…

Intendevo inizio dal punto di vista podistico: perché corri?
Non mi ritengo un corridore! Con i miei tempi sono un corridore mediocre! In realtà ho cominciato a correre quando ho visto che la pancia cominciava a farsi vedere

Quindi da quanto tempo?
Otto anni

E i risultati si vedono..
Diciamo che non gli ho dato la possibilità di farsi vedere

Perché alla Cardatletica?
Sono qui per i bambini e i ragazzi; mi è subito interessato il progetto che avevano in mente Enea, Stefania e Omar


Perciò quando sei venuto a conoscenza della nascita di una nuova società…
Come corridore la nascita di una nuova società non mi interessava, ma venuto a conoscenza del progetto mi sono subito messo a disposizione di questi ragazzi, che da semplici conoscenti sono diventati degli amici. Sono cardanese e ho tre figlie

Di quanti anni?
16, 13 e 7

E loro corrono?
Piccola e media si, la grande è molto impegnata in altre attività. Sono abituate a frequentare le palestre del paese perché praticano o hanno praticato altri sport

Quali altri sport?
Pattinaggio, pallavolo, danza…Avere la possibilità di far fare atletica ai bambini di Cardano nelle nostre palestre è stata la cosa che mi ha attirato maggiormente

E pensando alle tue corse?
Esordio della Cardatletica alle competizioni (Campaccio 2013)

Il mio primo anno è stato un viaggio ideale. Ho cominciato con i 60 metri per passare nel giro di qualche mese a correre la maratona: il percorso che in proiezione mi auguravo e mi auguro possa compiere questa società.

Che bello! Poi hai continuato?
Ho fatto un’altra maratona a Vienna, qualche mezza e quel che capita. So di detenere il record sociale assoluto non omologato di lancio del vortex. Mi alleno poco ma quest’anno da SM45 sto vivendo una nuova giovinezza che mi ha portato a migliorare i miei PB

Prossimi progetti?
Solo ragazzi. Sto facendo il corso da istruttore federale e comincio ad affiancare Enea negli allenamenti

Esordio dei nostri ragazzi alle gare (arena Milano)
Vai a correre con le tue figlie?
Purtroppo siamo super-impegnati…ma andiamo insieme agli allenamenti in palestra o in pista. La cosa più bella è vedere i gruppi dei nostri ragazzi crescere e quel che conta di più è la loro crescita e il loro affiatamento. L’emozione più grande non sono le gare ma vederli giocare e divertirsi. Per questo dobbiamo ringraziare Enea e Luca e spero fra poco anche il sottoscritto.




Ora però mi piacerebbe provare ad invertire le parti. Tu hai intervistato un po’ tutti in Cardatletica…ma chi è Libel? Tu corri? Hai corso? Perché alla Cardatletica? Quali sono i tuoi progetti? In attesa delle risposte penso di poterti ringraziare a nome di tutta la Cardatletica per quello che fai.

(questa si che è una chiusura sorprendente! Posso solo dire "sfida accettata"!)





venerdì 15 maggio 2015

RUN FOR PARKINSON'S CARDANO - PENSIERI

E' stata una settimana ricca di emozioni quella passata, una settimana convulsa, concentrata, con poco tempo a disposizione (vuoi la pioggia torrenziale di venerdì scorso che non ci ha permesso di segnare il percorso), ma la forza del nostro gruppo, ci ha permesso di riuscire ad organizzare la 1a Run For Parkinson's Cardano al meglio. Quindi un ringraziamento in primis a tutti i nostri soci e amici che si sono prodigati nella realizzazione del percorso, nella segnalazione in gara, nel ristoro, nel servizio scopa e un altrettanto grande ringraziamento agli sponsor e a tutti i Runners che hanno deciso di trascorrere un sabato pomeriggio insolito in nostra compagnia.

Un doveroso ringraziamento a Lidia, che ha creduto fortemente in questo progetto, agli amici del WoodinStock e all'ASPI di Cassano Magnago che ci hanno aiutato nella buona riuscita della manifestazione (i secondi) e deliziato per tutta la durata della manifestazione, dalle 17 alle 24 (i primi).

E stato qualcosa di nuovo, in certi versi di elettrizzante: partire per la gara con un "Personal Jesus" accompagnato dalla chitarra elettrica non è da tutti; però speriamo (noi ci crediamo) che questo tipo di manifestazione, che unisce sport, musica e solidarietà, abbia un'incidenza sempre maggiore e riesca a fare breccia nel cuore dei Cardanesi e in tutti i runners della provincia e oltre.

Noi continueremo, non ci fermeremo mai (siamo abbastanza testoni). Ora la parola a Lidia, che ci ha inoltrato un messaggio che, nel nostro piccolo, ci ha fatto un immenso piacere.



Foto by ARTURO BARBIERI 

Buon giorno a tutti

Il Coordinatore globale nonchè ideatore della RUN for PARKINSON'S, mi ha chiesto di inoltrarVi questo messaggio :

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Per ASD Cardatletica,

e per conoscenza al Comune di Cardano al Campo

Desidero ringraziarVi personalmente per avere organizzato per conto della Associazione Parkinson Insubria sezione di Cassano, la RUN FOR PARKINSON'S dello scorso 9 Maggio 2015.
Sono stato lieto di apprendere che la Vs. Associazione sportiva ha appositamente creato l'evento ex novo e si è fatta interamente carico di tutti gli aspetti organizzativi della manifestazione, sia per la parte tecnica, che burocratica , oltretutto devolvendo il ricavato dell'evento, all'Associazione Parkinson suddetta.
Si trattava di un progetto pilota, che grazie a voi, ha già prodotto ottimi risultati e centrato in pieno tutti gli obiettivi.
Grazie anche al Comune di Cardano al Campo ed in particolare all'Assessore dei Servizi Sociali, che ha supportato l'evento, contribuendo anche a conferire allo stesso la massima visibilità mediatica.
Questa RUN FOR PARKINSON'S di Cardano al Campo è uno splendido esempio di come lo sport possa sostenere il mondo solidale.

Alla A.S.D. CARDATLETICA va tutta la mia stima e gratitudine

Fulvio Capitanio 

Run for Parkinson’s
Global Coordination Team
R4PFirmaCorreoOPWPC2016

Twitter: @RunForParkinson

Facebook: https://www.facebook.com/CorreParkinson

Website: http://run4parkinson.org/